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Parizzi, Parma

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VOTO MEDIO
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DI STEFANO CAFFARRI
VOTO
7.9
Parizzi, Parma
CONDIVIDI
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INFORMAZIONI
NOMI PARIZZI
Chef MARCO PARIZZI
Indirizzo Strada della Repubblica, 71 - Parma ‎
Telefono 0521 285952
Orari di apertura Mezzogiorno e sera
Giorno di chiusura Lunedi
Periodo di chiusura Variabile
E-Mail info@ristoranteparizzi.it
Sito http://www.ristoranteparizzi.it
Piatto forte Anoli in brodo, crudo e poco cotto di pesce, rognoni e animelle
Prezzo tre piatti 50-80
Note Degustazione di terra 65, di mare 70
SCOPRI DOV'É

Un bel locale, una scelta di vini importante, una cucina solida e appagante, innovativa e di territorio.


Storicissimo locale nel centro di Parma, ora nelle saldissime mani di Marco Parizzi e di Cristina: una squadra compatta e garbata nello stesso momento. Capace di capitalizzare la quasi secolare storia del n.71 di via Repubblica, e di rinnovare e reinventare: oggi anche  albergo non convenzionale negli "Studios" ai piani superiori.

Rinnovati gli ambienti, luminosi e lineari: aggrappata ad una identità la cucina, spaziosa con vertigini la carta dei vini. Un conetto di pesciolini fritti, e fritti bene, è il viatico per un benevnuto, con pani caldi e fragranti, crackers uber alles. Grissini, treccia al parmigiano, nell'attesa della terrina di branzino, salmone e gamberi, che brilla sopra tutto per la misura nell'uso del sale: delicata e precisa, maritata con cavolfiore e una salsa al prezzemolo appena un po' spessa. Misura e precisione, senza estremismi.

la "caprese" è un piatto di sfaccettata semplicità: tutta il lessico della famosa insalata in un'altra grammatica, non rivoluzionaria ma concentrata, comunicativa, efficace. Bella la zaffata di erbe aromatiche fresche inoculata sul gelato alla mozzarella, sulla gelatina di pomidoro, e il sussulto dell'acciuga. Buoni anche gli spettacolarizzati cannelloni rigati - seppia, pomidoro, zucchine - ripieni di rombo. Formidabile il guazzetto di trippe di baccalà che compensa la farcìa un poco fitta, e trasforma l'abbaglio di colori in una spazzolata al palato. Giusta introduzione per gli anoli, eseguiti con vèrve e ritmo filologico: deliziosissimi, in un brodo di gran carattere.

Crepuscolare, umbratile ma classico il piatto di animelle e rognoni, raffreddato da carciofi e menta. Ossessivo nella ricerca del punto perfetto di cottura di ogni cosa, dal rosa al bianco, e spesso nel suo fondo vellutato. Per carnivori felici ed impenitenti.

Zona dolci: il molto cinematografico "Omaggio a David Spoerri" in cui si ricrea il polimorfismo visionario degli "oggetti da mangiare" come gli attrezzi di un pittore. Tanta scenografia in cui si disperdono le sfumature, annebbiate anche nella pur bella pasticceria.

In sala tutto gira con meccanismi oliati, poca affettazione e cure amorevoli, fino alla inebriante carta dei caffè. Il conto è in linea con il tono, la sosta è sicura, il tempo è lieve. Hai la sensazione che ci sia anche forza, volontà e sapienza per spiccare un volo più librato, ma una qualche forma di saggezza imponga di restare qui. E non è male.

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