OK

Mamai

#
VOTO MEDIO
#
#
#
#
#
DI STEFANO CAFFARRI
VOTO
7.0
CONDIVIDI
#
#
#
#
#
INFORMAZIONI
NOMI MAMAI
Chef DAVIDE VIVIANI
Indirizzo Via Adige, 9 - Milano
Telefono 02.87213909
Orari di apertura Pranzo e cena
Giorno di chiusura Domenica
Periodo di chiusura Variabile
E-Mail mamai@mamaimilano.it
Sito http://www.mamaimilano.it/it/
Piatto forte

Merluzzo Nero, Mojito

Prezzo tre piatti 35-50
Visitato in data 10.02.2016
Accetta carta di credito SI
SCOPRI DOV'É

Un'ambientazione particolare per una cucina di pesce di qualità, non priva di lampi di ispirata creatività

 

Il locale

Negli stessi ambienti che videro quell'Alice di Viviana Varese e Sandra Ciciriello issarsi alla ribalta nazionale ora agisce Mamai, che ne ha raccolto l'eredità diretta: non solo nella logistica ma anche nella pratica, ove la cuoca salernitana è proprio intervenuta nell'avviamento, così come la co-equipiere ha introdotto la nuova gestione nei misteri del Mercato Ittico. I colori chiari in bilico tra il nordico e il balneare ispirano e respirano.

La cucina

Stefano Viviani interpreta alla lettera la lezione: materia di qualità con interventi potenti, decisi, in cui i sapori si staglino netti. Soprattutto - ma non solo - cucina di pesce, da cui traspare anche una nota di divertimento che regala luce e profondità a certi piatti. Mille minuti di appalusi per le mezze porzioni che consentono di prendere confidenza con il vocabolario del cuoco senza farsi travolgere.

I piatti

Una pietra accompagna le entrate, belle, e le ormai consuete chips di riso colorate. Deliziosamente succoso il merluzzo nero, inerpicato su una cottura perfetta, nappato con un altrettanto convincente ristretto d'accompagnamento aromatizzato al rosmarino. Di giustezza i ceci neri della Murgia e la trippetta di baccalà.

Curiosa l'architettura del "mojito", in realtà un piatto di spaghettini, tuffati in un seducente brodo alla menta. Puntuta la gelatina al ruhm, di complemento i pur dolci gamberi.

Il prezioso Sanpietro è servito in crosta di popcorn di amaranto: spettacolare ma fin troppo decisa la cottura che lascia il pesce asciutto. Compensano le salse verdeggianti agroamare e fresche, in bilico tra catalogna e caramello all'aceto di miele.

Chiude in bellezza il torrone, trattato a "perfetto" e maritato a un cremoso di cioccobianco. Azzeccato il tocco esotico del frutto della passione.

Particolarmente ammiccanti gli "stendini" a cui viene appesa della frutta essiccata, al termine del pasto.

La cantina

Soprattutto bianchista, prudenziale nei contenuti in cui si privilegiano etichette rassicuranti, e garbata nei ricarichi in linea con la piazza milanese.

Il servizio

Privo di sbavature, ricco di attenzioni, prodigo di suggerimenti, disponibile al confronto sena incrinature nel sorriso e nel buonumore.

Il conto

Si tratta di un ristorante di pesce con l'ambizione di portare in tavola una cucina di qualità ma con un occhio all'addizione. Se i tre piatti isseranno il conto oltre la soglia psicologica dei 50 euro, l'escamotage delle mezze porzioni di cui si è detto avvalora la curiosità di chi vuole pescare liberamente senza troppo dolersene.

 



CONDIVIDI


COMMENTA


#