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La Galleria Ristorante, Gragnano

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VOTO MEDIO
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DI GIAMPIERO PROZZO
VOTO
7.6
CONDIVIDI
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INFORMAZIONI
NOMI LA GALLERIA
Chef GIULIO COPPOLA
Indirizzo Piazza Aubry, 8 - Gragnano
Telefono 081.8733029
Orari di apertura Pranzo e cena
Giorno di chiusura Mai
Periodo di chiusura Variabile
E-Mail info@lagalleriaristorante.it
Sito http://www.lagalleriaristorante.it/
Piatto forte

Risotto con parmigiana di melenzane

Prezzo tre piatti 35-50
Prezzo degustazione 35-50
Visitato in data 14.05.2015
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Della “Galleria” che conoscevamo, quella che onorava la memoria del vecchio pastificio Garofalo, ora resta un lampadario a sospendere gli acciai delle posate nell’aria, i vetri dell’ingresso ornati da formati di pasta ed il nome. Null’altro. Giulio Coppola, lo chef di Gragnano allievo di quel Cannavacciuolo emigrato a Novara, ha voluto dare nuova forma al suo sogno, un piu’ nobile perimetro ai suoi piatti, alle sue idee, una nuova casa –verticale- dove Camilla, sua promessa sposa, potesse esprimere meglio l’essenza della loro ospitalità.

Entri voltando le spalle alla chiesa nella piccola ricezione dove i pacchi di pasta arredano la pareti, noti il rosso di una Berkel, la cassa, poi in fondo la cucina. Poi scale che elevano le due ampie sale, semplici, luminose, nude. Solo due interruzioni concesse: le trasparenze della targa Jeunes Restaurateurs d’Europe e una fotografia dello chef con la candele votive tra le mani. Quelle di pasta di Gragnano. Altrove ancora scale ma per le viscere della cantina, rustica con gli intonaci grezzi colorati e quell’umido per le bottiglie.

L’offerta è essenziale ma al contempo variegata: carta delle birre, dei distillati, dei vini dove le prime due pagine sono bollicine. Ricarichi onesti in linea con i due menu degustazione proposti a 42 e 52 euro, oppure quello che vorrai scegliere con numeri contenuti sempre nella seconda decina.

Cura nei pani e nei grissini poi, con la bruschetta di alici e qualche piccolo fritto, si attende il campanello dalla cucina.

Gli antipasti sono tanti e vari. Si lascia il protagonismo alla dispensa prima nelle seppie crude e cotte fulminate dal pecorino croccante poi al gambero nudo dove la panna acida ne argina la dolcezza. C’è l’alice fritta nella sua tana di carta, uno strepitoso fiore di zucca dell’orto di famiglia e un polpo –maltrattato dalla cottura- con un pesto di olive. Potente infine la riduzione di totani, una sorta di balsamico che lega il timballo di pasta e fagioli sebbene sconfini di sapidità.

Ma è solo ora che davvero comincia il pranzo. Due primi e un secondo che sembrano tre promesse per un cammino di stelle che rendono giustizia al grande mestiere dello chef, alla sua perseveranza, alla sua esagerata umiltà: Piselli e gamberi rossi di elegante delicatezza ad avvolgere, talvolta a riempire i corallini di pasta. Piatto giocato sul dolce senza ricorsi a contrappunti acidi solo accenni alle consistenze differenti. Talvolta non è la scelta giusta. Qui certamente lo è.

Risotto. Di chi ha visto ed imparato come si fanno. Un Carnaroli come piccoli sassi sporcati dalla sabbia di buccia di melenzana disidratata. Una parmigiana di pesce bandiera a tocchetti. Il mare e i suoi confini. Piatto perfetto nel suo disegno e nella sua compiutezza gustativa.

Triglia infine. Di gran cottura. La delicatezza delle zucchine in brunoise e dei suoi fiori. Poi la folgorazione, l’idea, l’azzardo: c’è acqua di provola. Come una salsa sul fondo ad allungare, come gocce di mare a salare, come condire senza olio. Non è solo mestiere, c’è testa.

Si naviga felici verso il dolce finale con una preparatoria granita di Aperol che fredda un latte di mandorla in crema. E’ giusto l’anticipo per una Sacher qui scomposta in un soufflè ghiacciato di arance, una composta di albicocche e un mucchietto di briciole di cioccolato in pasta. Note golose e placide che si concludono con la precisione della piccola pasticceria intorno al caffè e quella curiosità che ti prende alla fine di tutto di tornare qui, a testimoniare una crescita sulla quale si puo’ scommettere.

Intanto prima di arrivare in Costiera Sorrentina passate di qui.



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