OK

L'acanto

#
VOTO MEDIO
#
#
#
#
#
DI STEFANO CAFFARRI
VOTO
7.4
CONDIVIDI
#
#
#
#
#
INFORMAZIONI
NOMI L'ACANTO DELL'HOTEL PRINCIPE DI SAVOIA
Chef ALESSANDRO BUFFOLINO
Indirizzo Piazza della Repubblica, 17 - Milano
Telefono +39339.7807759
E-Mail tours@acantomilano.com
Sito http://www.acantomilano.com/
Piatto forte

Paccheri "cacio e pepe", babà

Prezzo tre piatti 50-80
Prezzo degustazione 50-80
Visitato in data 27.04.2016
Accetta carta di credito SI
Disponibilità camere SI
SCOPRI DOV'É

Una lussureggiante risorsa all'ombra del famoso hotel Principe di Savoia, in cui spaziare tra un servizio di classica formalità e assaggi sospesi tra una saggi ainternazionalità e qualche spunto creativo

 

Il locale

L'ambiente è luccicante: un astrolabio d'epoca accanto a suppellettili importanti, un generico e piacevole senso di opulenza ovattata e benefica avvolgono l'avventore. Nulla di esorbitante, anzi: ci si abitua presto, e altrettanto presto ci si trova a proprio agio.

La cucina

Il giovine beneventano Andrea Buffolino ha le redini della cucina da poco, ma già saldamente. L'impronta, la caratura e il DNA sono già leggibili. Con tutte le attenzioni che la cucina di un grande albergo richiede, dall'urgenza di un Club Sandwich all'appassionato che vuole avvertire l'italianità del piatto.

I piatti

Sul tavolo i crackers, piccoli appetizer, frammenti di sapore in attesa del conveniente menù che si può comporre a piacere e che consente di avere una visione d'insieme dell'espressività dello chef. La prima proposta è la creme brulèe di scampi, accompagnata da una scioglievole dadolata di lingua delicata ma convincente. L'aria di caffè vince di giustezza per l'abbinamento, ma appare un po' datata l'esecuzione in schiuma. Calligrafica la classicissima terrina di foie gras d'anatra, setosa, addolcita di ogni asprezza, tonda al tatto e al gusto. Gentile la gelatina al pepe, garbato il Chutney di mango. Perfetto anche il pan brioche.

I paccheri sono chiamati a dura prova, portandosi sulle (robuste) spalle il riferimento "cacio e pepe": in realtà al termine di una cottura monumentale sono contaminati dal pomodoro a cui si aggiunge la salsa che giustifica il nome. Le praline d'ossobuco fritte rendono il piatto particolarmente appagante, pur sacrificando un poco la freschezza.

Stranisce il branzino al rosso: la cottura a bassa temperatura nel succo di barbabietola ne ha pigmentato le carni, e fa pensare ad eccessi di colezza. Invece la salsa all'acetosella e la gelatina di crodino compongono un accordo in modo maggiore, che lascia funzionare il boccone. Patate appena acidulate e una maionese d'alghe completano il quadro. Meno efficace la realizzazione del pollo, una tessera sottile di petto che prende vita solo con la pregevole salsa alla diavola. Composizione un po' vintage: la cipolla, la marmellata, tante cose che arricchiscono il campo del piatto.

Gelèe di mojito prima del dessert, uno speciale babà maritato ad un gelato di pastiera che pecca solo di un punto di freddo: un'istantanea partenopea che si gode senza remissione

La cantina

Orientata al proprio target, con etichette rassicuranti proposte a prezzi spesso importanti. Qualche scelta al bicchiere, senza sorprese.

Il servizio

Livrea e divisa per la formalità, attenzione e cura del cliente per il benessere: un bel compendio di fattori che rendono particolarmente agevole il trascorrere della sosta.

Il conto

Il menù degustazione è fermo a 75 euro, che per il tono del locale e il prestigio della struttura è una cifra più che accettabile. Alla carta l'addizione si arrotonda, ma esistono anche altre formule più snelle che rendono praticabile questo ristorante.

 



CONDIVIDI


COMMENTA


#