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Il Cecchini, Pasiano PN

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VOTO MEDIO
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DI STEFANO CAFFARRI
VOTO
7.5
CONDIVIDI
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INFORMAZIONI
NOMI IL CECCHINI
Chef MARCO CARRARO
Indirizzo Via Sant'Antonio, 9 - Pasiano di Pordenone
Telefono 0434.610668
Orari di apertura Pranzo e cena
Giorno di chiusura Sabato a pranzo; domenica
Periodo di chiusura Variabili
E-Mail info@ilcecchini.it
Sito http://www.ilcecchini.it/ita
Piatto forte

Branzino al fumo, Crudi di mare

Prezzo tre piatti 50-80
Prezzo degustazione 80-120
Visitato in data 23.01.2015
Accetta carta di credito SI
Parcheggio SI
Disponibilità camere SI
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Il Cecchini - più che un ristorante - è il fiore all'occhiello di una costellazione di proposte di accoglienza, dalla burgheria all'hotel di prestigio. Nel paesello che porta lo stesso nome, nei pressi di Pasiano di Pordenone lo chef Marco Carraro lavora con ottima materia, soprattutto marinara, non lesinando mano e mestiere.

Nella sala da pranzo curata nei dettagli, hai presto un clamoroso benvenutone, assai coreografico, con piccole preparazioni a volte appariscenti a volte appaganti: tra tutti ricordi il gambero con i legumi, il fritto in saor, il simpatico e immancabile spritz rosso.

Dalla carta peschi la bruschetta: un arcobaleno in forma e sostanza con l'acqua di pomidoro camoni, un cannoncino ripieno di ricotta, la bella mela. Più prevedibile l'insalata di crostacei, cotti a fondo ma nitidamente, sedano e finocchio a rinfrescare. Arancia in evidenza.

I bigoli sono perfetti: il robusto sugo di scoglio, sagace per composizione e vasto per espressione sazia palato e appetito, stampando un largo sorriso di soddisfazione sul volto del fortunato assaggiatore. La sfoglia dei ravioli è diafana, la zuppetta di pesce che li attornia e rossa assai ma spessa, e in fondo il graffio del caprino a finire.

Ma è l'ora del piatto - firma di oggi: ostentatamente spettacolare lo sbuffo di fumo che esala la campana sotto cui giace il branzino, ma c'è anche tanta densità in questo trancio presentato con una cottura miracolosamente succosa. Delicatezza profonda e setosità marina nella salsa d'ostrica che avvince il riso. Più "umano" il "fisch"burger di seppia, servito con tre situazioni che vanno fin troppo d'accordo: maionese al nero, nuvola di patate, panzanella.

Chiude la cucina - sul menù tutte le partite sono intestate ai titolari ai fuochi - e apre la particceria: richiamato anche nel nome l'autunno dolce che si trasmuta in un assemblaggio di icone del buono di stagione. Ecco le nocciole, il mosto cotto, uva fragola, altro. Finisci con una gran selezione di caffè.

Il livello di comfort è alto, il servizio carezzevole e puntuale. Hai una cantina d'impegno, non priva di etichette di ricerca soprattutto nell'area. Il resto del mondo è scelto accuratamente tra referenze valide e altre più rassicuranti. Tutto coerente al progetto gastronomico che rinuncia agli azzardi ma non alla personalità, che a tratti fa capolino.

Diversi menù, fino all'impegnativo "Teatro del Mare" con escursioni nel crudo di qualità.



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