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Feva Ristorante, Castelfranco Veneto TV

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VOTO MEDIO
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DI ALEXANDRA ASNAGHI
VOTO
8.4
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INFORMAZIONI
NOMI FEVA RISTORANTE
Chef NICOLA DINATO
Indirizzo Borgo Treviso, 62 - Castelfranco Veneto
Telefono 0423.197565
Orari di apertura Pranzo e cena
Giorno di chiusura Mercoledì
Periodo di chiusura Variabile
E-Mail info@fevaristorante.it
Sito http://www.fevaristorante.it/
Piatto forte Patata di montagna; paccheri alla carbonara; lepre in letargo diurno
Note Pranzo di lavoro dal lunedì al venerdì €15: Corpo € 25; Armonia € 40; Carta bianca dello chef € 65
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Per un assaggio memorabile di cucina creativa, da non farsi mancare.


Dopo anni di nomadismo nelle cucine del Vecchio Continente (Adrià, Roux, Ducasse) alcuni anche oltre oceano, Nicola Dinato si ferma, diventa stanziale, e nella sua Castelfranco Veneto insieme alla moglie Elodie, apre Feva (antico sovracognome della famiglia) una nicchia gastronomica, a due passi dalle mura medievali e a ridosso di una tenuta, tipicamente veneta nel suo impianto, dotata di villa padronale e  parco secolare. Nella barchessa (luogo adibito all’allevamento e al ricovero del bestiame) Nicola sviluppa il suo concetto di cucina "accessibilità-dinamicità-creatività-visibilità":

-accessibile a tutti, la qualità della tavola non deve dipendere dalle proprie finanze

-servizio fluido a stretto contatto con il cliente

-spazio alla fantasia e alle idee

-trasparenza del lavoro svolto

Tutto questo per riassumere “perché chiunque possa accedere alla qualità”.

Solo due i tavoli nel parterre  proiettati verso le vetrate delle cucine, più ampia ma pur sempre raccolta la sala al primo piano sormontata da antiche travi, in netto contrasto con l’arredo minimale, essenziale nella sua destinazione, luminoso ma privo di freddezza “ospedaliera”.

Il benvenuto è dato, oltre che dal sorriso di Elodie, da due “ravioli” impalpabili: nero di seppia e mais croccante, a strizzare l’occhio all’innovazione nella tecnica e alla tradizione negli ingredienti, seguiti da piccoli panini cotti al vapore ripieni di salame accompagnati da succo tiepido di mela. Si parte bene.

Arriva su di un sasso di fiume levigato, la Patata di montagna, cotta giusto al punto, imbrigliata nella sua pelle velata, a nascondere un cuore liquido di formaggio morlacco di malga, erbe aromatiche, tartufo e profumi di bosco. Un’aurea primitiva a svelare un impatto al palato pieno e persistente.

Gioco di colori e consistenze nei Paccheri alla carbonara con canestrelli, pesto di santoreggia e ricci di mare, piùche al dente al chiodo, masticazione lenta ad amplificare la dolcezza dei canestrelli annegati nella cremosità della carbonara, bacon croccante e succo di ricci in perfetta armonia non casuale.

Quasi inutile dirlo, ma alla fine il piatto viene ripulito con una buona dose di pane.

Classicità nei Tortelli di cappone, in brodo fine e sapientemente chiarificato, arricchiti da un tocco Jap nelle tre righe di salsa di miso (da far scivolare nel piatto) e nelle verdure ancor crude per un finale fresco e netto. Pulito, un giusto stacco nella sequenza del menu.

La lepre in letargo diurno è morbida, ben ricca dei succhi di marinatura e cottura, avvolta in una crema di patate setosa e arricchita da chips di polenta, riporta alla memoria  piatti pedemontani corposi e abbondanti, ma qui la tecnica e la sensibilità di Nicola nel manovrare gli ingredienti, ne fa scaturire un piatto goloso che vorresti non finisse mai.

Il dessert Cioccoliamo propone tre  mousse, diverse per tipologia di cioccolato, cialde fondenti, che la breve cottura in forno ha reso croccantissime ma allo stesso tempo scioglievoli in bocca, fondant aereo e spumoso, gelato alla fava tonka.

Piccola pasticceria e diverse varietà di arabica da scegliere dalla carta dei caffè e infusi

Carta dei vini Fevannate adeguata alla proposta gastronomica simpaticamente presentata tra due fogli di ferro sabbiato.

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