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Caffè Arti e Mestieri, Reggio Emilia

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VOTO MEDIO
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DI STEFANO CAFFARRI
VOTO
7.9
CONDIVIDI
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INFORMAZIONI
NOMI CAFFÈ ARTI E MESTIERI
Chef GIANNI D'AMATO
Indirizzo Via Emilia San Pietro 16 - Reggio Emilia
Telefono 0522432202
Orari di apertura Mezzogiorno e Sera
Giorno di chiusura Domenica sera e Lunedì
Periodo di chiusura Variabile
E-Mail caffeartiemestieri@ilrigoletto.it
Sito http://www.ilrigoletto.it
Piatto forte

Cappelletti di zucca con bisque, Pomodori verdi fritti alla fermata del cotechino, maialino

Prezzo tre piatti 35-50
Prezzo degustazione 50-80
Visitato in data 18.12.2014
Accetta carta di credito SI
Dehor o tavoli all'aperto SI
SCOPRI DOV'É

Gianni D'Amato non ha avuto una vita tutto-burro: successi, considerazione, riconoscimenti a pacchi, ma anche vie impervie e rovesci. Non ultimo, lo scossone che ha piegato la sua avventura a Reggiolo, dove il sisma ha interrotto bruscamente la luminosa parabola del Rigoletto.

Ricominciare dunque dal capoluogo di una delle provincie più strane dal punto di vista gastronomico: un cultura della cucina di casa tra le migliori d'Italia, e quindi del mondo, e una ristorazione che vince in superficialità, prevedibilità, spesso sciatteria. In particolare dal Caffè Arti e Mestieri, una storica insegna in uno storico cortile interno in via Emilia, il centro del centro della città.

Prima la presa di contatto con una proposta snella, orientata anche alla pausa pranzo, in cui lo spazio gurmè era spesso soffocato dalla morsa tempo/prezzo. Poi l'evoluzione, e ora finalmente ricompare un menù gastronomico alla D'Amato: rutilante, vorticoso, travolgente, spesso contundente nella possanza dei sapori.

Al tavolo, inossidabile, l'asciutta competenza di Fulvia che accompagna nelle scelte di cucina e cantina: non immensa ma curata la lista dei vini, proporzionato complemento all'ideologia del locale.

Un viaggio tra i sapori del territorio, ma ben oltre il confine dell'ovvietà e della convenzione, con non rari momenti di pura ebbrezza papillare.

Pane e focaccia da trattare con prudenza, soprattutto quest'ultima genera immediata dipendenza. Tartufo e tartufi è un rigoglio di mare-e-terra in simbiosi. Il calamaretto è farcito con la dolce cipolla Borettana, e travolge il palato con riverberi interminati. Solo un'anticipazione dell'alluvione della crema di patate al nero, in cui rosseggia un morbido tuorlo nell'abbraccio terroso del tartufo nero.

Piatti seducenti anche da guardare: non sorprenderà la vena artistica dello chef, che posa padelle e prende in mano pennelli, quando può: comprensibile come nella "Fermata del cotechino" trovino armonicamente campo i pomodori verdi fritti, in salsa e a gelato assieme a un cubotto dell'opulento insaccato. Non è una capasanta, dichiarazione inequivocabile per il falso di sedano rapa, ravvivato dal raviolo di mortadella. Sono salve di fucileria alla corte dei sapori.

Il viola e la lingua - barbabietola co protagonista - che introducono anche colori violenti, giusto prima del cappelletto di zucca che precipita in una bisque poderosa, appena levigata dal gambero crudo. Il delicato gnocco croccante giace in una convinta salsa di riso allo zafferano, precisa e identificabile, con frammenti di tartufo nero per soprammercato.

Sontuosa anche la pietanza, un maialino arrosto accarezzato dai toni pungenti di senape limore e liquerizia.

Richiama il devastante vassoio di pasticceria del Rigoletto, il trionfo di bocconcini del predessert, mentre e tutto rosso il dolce vero e proprio: Red è il nome e il fatto.

Reggio ne aveva bisogno: un ponte gettato tra la storia e l'oggi, e la firma è di prestigio. Il prezzo non è di trattoria, batte gli 80 euri: ma la contropartita è più che valevole. Viva!



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