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Bon Wei

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VOTO MEDIO
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DI STEFANO CAFFARRI
VOTO
7.2
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INFORMAZIONI
NOMI BON WEI
Indirizzo Via Lodovico Castelvetro, 16-18 - Milano
Telefono 02.341308
Orari di apertura Pranzo e cena
Giorno di chiusura Lunedì a pranzo
Periodo di chiusura Variabile
Sito http://www.bon-wei.it/
Piatto forte

Dim Sum, Zuppa di Pinne di pescecane, Anatra

Prezzo tre piatti 35-50
Visitato in data 08.10.2015
Parcheggio SI
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Un locale tradizionale, se così si può dire: l'icona di quello che dovrebbe essere un ristorante cinese secondo un italiano che vuole mangiare cinese. Ma stai da principe e i piatti non sono solo tanti, ma pure buoni.

 

Il Locale

L'atmosfera è quella dei ristoranti cinesi-italiani, al netto della paccottiglia degli all-you-can-eat: Bon Wei infatti è ristorante vero, plausibile per un italiano che voglia accedere ad una cucina cinese di primo livello: con ingredienti curati, ma che non tracimi nell'esotismo di piatti troppo impervi.

La cucina

Il consueto stuolo di piatti, decinaia e decinaia, a riempire un menù che richiede mezz'ora solo per essere guardato dall'inizio alla fine. Meno consueto è il garbo che caratterizza il contenuto dei piatti, per una volta non avviliti dal solito profluvio di glutammato e capaci anche di restituire qualche momento di schietta goduria.

Notabili, senza troppo indagarne l'estetica, le monumentali architetture dei piatti principali: disegni, sculture vegetali eseguiti con indubbia maestria. Pura decorazione, ma non priva di un certo effetto.

I piatti

Dim Sum, i bocconcini che aprono i pasti "seri" alla cinese: allora di questi "fior d'involtino" ne vorrei trentuno, croccanti e sobri nella loro scoppiettante soavità. E quest'altri che chiaman vietnamiti, con il taglio di menta che sorregge la salsa rossa, dolce e piccante. Giusto prima di una rovente cucchiaiata di zuppa di pinne di pescecane, quasi gelatinosa al vedersi, ma bella fluida e ricca all'assaggio: casomai mancasse nel vocabolario papillare la parola umami. Perfetta la folgore di coriandolo che trafigge l'assaggio.

Disegno di bambù con la scorza del cetriolo, che torna sottile a sostenere un'anatra arrosto ripiena di gamberi, a tratti infeltrita dalla cottura profonda. Meglio il calamaro in salsa nera, ricamato all'uncinetto da un coltellino dalla mano da orefice, ancora più che la incombente scultura equina in polpa di zucca. Reboante, ridondante, esagerata.

Il dolce è la cosa meno entusiasmante della serata, una "polpetta" vagamente gommosa di riso e cocco.

La cantina

La scelta di vini non è immensa, ma gravata da ricarichi a tratti ingenti. Qualche birra salverà chi anela una bevuta sana ed economica.

Il servizio

Come t'aspetti: silenzioso, servizievole, veloce. I costumi tradizionali e le divise austere aggiungono un tocco elegante anche se inevitabilmente post-colonialista.

Il conto

Se ti scappa la voglia di fare qualche assaggio può diventare ricco: le porzioni non sono enormi e potrebbe venire la voglia di assaggiarne un po'.



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