OK

Bistrot 64

#
VOTO MEDIO
#
#
#
#
#
DI STEFANO CAFFARRI
VOTO
7.2
CONDIVIDI
#
#
#
#
#
INFORMAZIONI
NOMI BISTROT 64
Chef KOTARO NODA
Indirizzo Via Guglielmo Calderini, 64 - Roma
Piatto forte

Spaghetti di patate, Ravioli di pollo tostati

Prezzo tre piatti <35
Prezzo degustazione 35-50
Visitato in data 23.09.2015
Accetta carta di credito SI
SCOPRI DOV'É

Cucina squisitamente globalizzata, senza vincoli territoriali, trasversale e contaminata, in un locale sobriamente confortevole e con un occhio particolarmente attento al conto.

 

Il locale

In una zona di Roma defilata dal centro, in cui il parcheggio è solamente acrobatico e non utopico, si trova il tavolino in attesa di restauro che indica l’ingresso del Bistrot. All’interno tavolini di marmo all’antica, piccoli senza esagerare e non troppo vicini. Il lungo bancone sorveglia le due zone della sala da pranzo, divise da due gradini. Tutto lineare e sobrio, illuminato delicatamente.

La cucina

Kotaro Noda ha un curriculum da innamorato dell’Italia: dopo l’esperienza esaltante e fortemente territoriale all’Enoteca la Torre, quando era a Viterbo, ora si lascia andare a contaminazioni senza troppi vincoli, sorridendo alle tecniche del Sol Levante – suo paese d’origine – pur nella devozione all’ingrediente locale, a partire da un vero e proprio culto dell’olio extravergine d’oliva.

I piatti

Due linee diverse per il mezzodì – caratterizzato da piatti leggeri e immediati – e per la sera, sempre con una particolare attenzione da consuntivo: 4 piatti a pranzo vengon via con 30 euro, 5 alla sera per 40, in varie combinazioni affidate allo chef.

Pescando dall’uno e dall’altro ecco il pane, bianco, a lievitazione naturale e un buon olio pugliese monocultivar; a seguire gli spaghetti di patate sbollentati e fritti, agevolati da una irresistibile salsa al formaggio e la polvere delle barbabietole. Particolari e acchiappanti i ravioli (alla moda dei classici ravioli primavera) ripieni di pollo e tostati da un solo lato: funge da esaltatore il robustissimo fondo di pollo su cui trovano spazio i peperoni.

Più difficile interpretare lo shabu-shabu di manzo (un carpaccio) accompagnato da verdure delicatamente scolpite e un profumato brodo di funghi. Il totale pecca di un perdonabile fallo di confusione, nella generale levità di mano.

Semplice ma buono il dessert, un creme caramel accompagnato da un delicato sorbetto e da una quenelle di gelato di ricotta.

La cantina

Molto propositivo alla mescita il sommelier-patron che compone percorsi sartoriali con etichette italiane ma non solo, sconfinando volontieri per cercare le giuste consonanze. I percorsi al bicchiere a 15, 20, 25 euro a crescere per le degustazioni complesse possono accontentare anche i piu curiosi.

Il servizio

Informale e lesto, partecipato e attento. Piatti che non giungono a passo di carica e questo è vantaggioso per la conversazione e la considerazione delle portate.

Il conto

Certamente uno dei punti di forza del locale, che offre una esperienza culinaria tutt’altro che banale per somme che altrove richiamano i temibili pranzi a prezzo fisso o un solo piatto. Anche alla sera si può navigare serenamente nella gastronomia – che chiamare fusion potrebbe essere riduttivo – di Kotaro Noda con 40, forse 50 euro



CONDIVIDI


COMMENTA


#