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Asola

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VOTO MEDIO
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DI STEFANO CAFFARRI
VOTO
7.0
CONDIVIDI
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INFORMAZIONI
NOMI ASOLA
Chef MATTEO TORRETTA
Indirizzo Via Durini, 28 - Milano
Telefono 02.92853303
Orari di apertura Pranzo e cena; domenica brunch 11.00 - 16.00
Giorno di chiusura Mai
Periodo di chiusura Variabile
E-Mail info@asolaristorante.it
Sito http://asolaristorante.it/
Piatto forte

rigatone con i ricci

Prezzo tre piatti 50-80
Prezzo degustazione 80-120
Visitato in data 21.10.2015
Accetta carta di credito SI
SCOPRI DOV'É

In zona San Babila una delle rare Tavole, posta sulla sommità della torre Brian & Barry: vista metropolitana e una robusta cucina italiana, non priva di lampi.

 

Il locale

Lassù al nono piano l'Asola accoglie con piglio newyorkese: vetrata continua, bancone, piccoli tavoli senza tovaglia nella bella sala da pranzo, non privo di un pregio estetico metallico e minimale. Annesso un parallelepipedo di cristallo che offre una vista notevole, ma un confort interlocutorio: i tavoli e le sedie paiono più adatti ad una distesa estiva che ad un locale dalle dichiarate ambizioni.

La cucina

Matteo Torretta guida la brigata verso un'epressione potente e dai sapori intensi. Piuttosta svincolata da urgenze di accessibilità, la lista delle vivande dell'Asola è variegata senza essere immensa e consente di pescare serenamente tra pietanze acquatiche e terrestri, e dà il meglio di sè quando sottolinea l'ingrediente principale senza compromessi.

I piatti

I pani e i grissini sono prodotti in casa: alcuni appetizer accolgono l'avventore. Una crema d'asparagi nature con un cubetto di salmone, una crema di patate impreziosita da una cucchiaiata di caviale.

L'antipasto vale un secondo: il petto d'anatra muta è cotto al rosa, servito a temperatura moderata ricco di succhi, morbido e tenace. Attorno verdure colorate in forma di giardinetto, su tutto fiorisce la freschezza di una piccola vinaigrette di ciliegie.

Strepitoso il primo, un ricco piatto di pasta di indemoniata italianità: rigatoni di gaudente calibro, nappati di sugo ai ricci di mare e valorizzati da un punto piccante di giustezza. La battuta di polpo aggiunge masticabilità e gli aromi erbacei completano un quadro di fumigante golosità. Altrettanto attraente la composizione della rana pescatrice "all'amatriciana": gradito il tocco ruffiano perfetta la tensione del dispettoso pesce baciato dai lardi e da un punto di cottura esaltante. Meno riuscita la confezione del sarcofago di pasta fillo, che inocula la perplessità della sovrapposizione in un piatto altrimenti ben concepito.

Una noce di cioccolato per spezzare il ritmo e un radioso dessert dedicato al rabarbaro. Il sorbetto, lo yogurt, la meringa e la gelatina si rincorrono anche dal punto di vista cromatico, lasciando il palato vellicato di dolcezze e spazzolato dalle diverse temperature ben orchestrate per un salvifico fine pasto.

Azzeccato anche l'alzatina di petit-four.

Il servizio

Accorato ed accurato, il servizio non s'arrampica sulle vette della formalità per dare spazio ad una gradevole amichevolezza. Ritmi di atterraggio dei piatti ben congegnati, bicchieri in genere riempiti al momento giusto. Non facile fare amicizia con la minuscola "tovaglietta", sfuggente e più simile ad un sottomano da scrivania.

La cantina

La scelta c'è, in buon equilibrio tra rossi e bianchi, generalmente nell'ambito di referenze rassicuranti. Qualche piccola concessione alla ricerca, con ricarichi abituali a Milano. Un po' gravosa la soglia d'ingresso: si inizia a bere da 30/35 euro, salendo rapidamente per le cose più interessanti. Buona la varietà alla mescita, se non s'ama il rischio.

Il conto

La rasoiata dei 100 euro è all'angolo: con il menù degustazione da 5 portate, o con quattro piatti e due calici, ma in pochi avranno il dubbio di salire a queste altitudini per una refezione economica.



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