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Antonello Colonna

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VOTO MEDIO
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DI STEFANO CAFFARRI
VOTO
8.5
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INFORMAZIONI
NOMI ANTONELLO COLONNA
Chef ANTONELLO COLONNA
Indirizzo Via Milano, 9/a - Roma
Piatto forte

Negativo di carbonara, tortello di radici e caccia, animelle

Prezzo tre piatti 80-120
Prezzo degustazione 80-120
Visitato in data 22.09.2015
Accetta carta di credito SI
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Un "tempio" della gastronomia italiana, di nome e di fatto: il Palazzo delle Esposizioni è una sede davvero grandiosa, e Antonello Colonna ne è il deus ex machina.

 

Il locale

Non è il caso di sprecare troppe parole nella descrizione del ristorante di Antonello Colonna a Roma: il Palazzo delle Esposizioni ha volumi faraonici, impatto impressionante, una grandiosità che incute un minimo di timore reverenziale. Di giorno diventa "Open", per un desinare più informale nella sala grande come un hangar. Alla sera al piano di sopra un ambiente più raccolto - si fa per dire, con le posate che risuonano di echi infiniti - con alte espressioni di design e un colpo d'occhio che toglie il fiato.


La cucina

Ogni appassionato di gastronomia conosce Antonello Colonna, una delle figure carismatiche della rinascita della ristorazione italiana negli scorsi decenni. Prima a Labico dove tenne campo per lunghi anni, poi a Roma, è l'interprete di una cucina nobilmente territoriale, presenta oggi la summa della sua storia culinaria con inserzioni di classica creatività. Grande conoscenza della materia, sapienza, e un non celato amore per la densità dei sapori. Tutto fila liscio nonostante la rarefatta presenza del plurimpegnato chef  tra i fuochi.

I piatti

La Degustazione proposta a fianco della carta consente di spaziare nei classici dello Chef laziale, 5 portate a 95 euro oltre agli stuzzichini. Eccoli, una batteria di quattro bocconi che vanno dalla mozzarella in carrozza alla pelle di pesce fritta. A parte un boccone di dentice sapientemente passato al ferro, pelle croccante, scorzonera ad amareggiare, e il brodino della stessa per completare il tutto.

La disponibilità alle variazioni sulla lista del menu è massima, così puoi avere l'imperdibile animella con i tuberi: i topinambour sono presentati con la buccia, poco cotti e fermamente terrosi, ben accompagnati alle animelle arrosto, fondenti e buonissime. Ancora le taccole scottate e la spugna di nocciole, omaggio alla modernità. Piatto profondo e appagante.

Ma se si parla di profondità la vince su tutto il tortello di radici (pastinaca, scorzonera, topinambur) che s'avvantaggia di frammenti di foiegras e un travolgente fondo di piccione. Un boccone interminabile, che ben si giova di un bicchiere di rosso laziale: che sia un Cesanese, o un Nero Buono, o un blend di internazionali grosso e pastoso.

Un passo nella storia con il Negativo di Carbonara: salsa di parmigiano acidulata, guanciale dolce di Sauris, pasta all'uovo salda e soda. Esecuzione calligrafica di una pietra miliare dello chef.

Sontuosa anche se più prevedibile la pancia di maiale, fregiata di una cottura eterna (dice 48 ore) una semplice spuma di patate punteggiata dalla mostarda di mantova.

Tra i dolci un fresco sorbetto per spezzare il ritmo delle pietanze, e poi lo storico Diplomatico. Oggi nessuno sarà sorpreso da questo dessert che porta dignitosamente i suoi tre lustri di vita e resta un boccone da assaporare con occhi chiusi: pasta fillo croccante pennelata di cioccolato fondente, crema diplomatica, caramello salato.

La cantina

Ampia come si conviene a un locale di questo livello, lavora su livelli di prezzo saggi soprattutto per le proposte locali: tre pagine piene di vini laziali che vanno dalle proposte commerciali che "devi avere" ai piccoli produttori alternativi. Poi nazionali e internazionali.

Il servizio

Un reggimento di uomini nerovestiti, giovani ed eleganti, mette in scena un servizio a volte ridondante: uno porta il trabiccolo, uno porta il vassoio, il terzo serve il piatto. Di certo un trattamento principesco, la cui formalità - deogratia - viene ammansita dal carattere gioviale e disponibile che rende più rilassata e piacevole la serata. Nel complesso una rappresentazione priva di imperfezioni.

Il conto

Tenuto conto della "situazione" si potrebbe temere il peggio. Invece si tratta di un'addizione compatibile con il tono e il totale del locale: della degustazione si è detto, i piatti alla carta vanno dai 25 ai 38. Non certo una mensa, ma nessuno ne potrebbe avere il dubbio.



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