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Antica Trattoria il Busolo, Lavagno VR

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VOTO MEDIO
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DI STEFANO CAFFARRI
VOTO
5.2
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INFORMAZIONI
NOMI ANTICA TRATTORIA BUSOLO
Indirizzo Via Busolo 1, - Lavagno
Telefono 045 982146
Note Una galoppata di quattro piatti porta verso i 40 europei, ma le porzioni sono molto generose e le preparazioni sazianti. Si farà con meno.
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Mic lavora con me da un pezzo. Oltre ad essere nato un giorno esatto dopo di me (non un giorno nel calendario, un giorno nella storia) condivide con me l'insofferenza per le cose tirate via. Mi conosce, e sa che sul lavoro non mi lamento di nulla: nè kilometri, nè ore, nè fatica, nè clienti brutti e cattivi. Sa anche che, invece, se mangio male divento irritabile, scontroso, mi gonfio, ho delle reazioni allergiche e dermatiti acute. Non è un bello spettacolo, e per evitarlo si premura di scovare Tavole nascoste e di certa soddisfazione.

Questa volta l'ambìta mèta però, c'arimbarza: pieno pieno, nemmeno aspettare un po', niente non c'è il tavolo. Ci affidiamo alla tennologia, e l'applicazione iFonica del Gambero Rosso ci dice che a 4 km c'è questa trattoria. Andiamo.

La Casa del Busolo è molto bella: antica, parco, piante millenarie, pietre millenarie, tutto l'Amba Aradan del vivere country. Entriamo, la luce dorata del mezzodì d'autunno riscalda l'ambiente: curato. Bello.

Il menù è grande come la gazzetta dello sport, e parla di piatti territoriali. La cucina di Loretta, dice, e Loretta arriva a prendere la comanda con fare istrionico e simpatia contagiosa. Peccato 5 piatti su 6 richiesti tra quelli indicati in menù non fossero presenti, tipo chemaiportatataffà?

In cambio tanta disponibilità a fare brigare cambiare. S'attende, guardando i tristi grissini sancarlo avvolti in pezzuole che ben altro gradirebbero d'abbracciare, e il pane riscaldato nel sacchettone: pittoresco.

Mancano, ad esempio, i bogoni croccanti (lumache), e ne arriva una versione in umido con polentina. Erbacei e terrosi il giusto, e di giustezza anche la consistenza.

Manca anche il risotto alle renette e saltarei, e la cuoca suggerisce, in modo assai convincente, una versione Amarone e zucca. Qui che nella terra dell'Amarone siamo, come dire di no.

Il piatto che arriva è anche bello, non ostante il colore equivoco del riso: vero è che anche il tradizionale risotto all'Amarone assume spesso campiture inquietanti. La spirale di zucca fritta è acchiappante: e buona. Il riso invece regala un bislacco connubbio di dolcezza della zucca e di agretto dalla riduzione del vino. Anche l'ingrediente principale non regala brividi, che nella terra del riso è peccato.

Visita a sorpresa, mezzogiorno infrasettimanale, assaggi limitati, fermata frettolosa: chiare esimenti per una sosta che lascia perplessi assieme al conto educatissimo. Ma il ricordo scava un solco ancora più profondo tra il mio universo della felicità papillare e le metriche del Gambero Rosso. Come si cambia.

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