OK

Acquolina Hostaria

#
VOTO MEDIO
#
#
#
#
#
DI STEFANO CAFFARRI
VOTO
7.9
CONDIVIDI
#
#
#
#
#
INFORMAZIONI
NOMI ACQUOLINA HOSTARIA
Chef GIULIO TERRINONI
Indirizzo Via Antonio Serra, 60 - Roma
Telefono 063337192
Orari di apertura Sera, Domenica anche a pranzo
Giorno di chiusura no
Periodo di chiusura variabile a ferragosto
Piatto forte

Crudo di mare, Maccarello bruciato

Prezzo tre piatti 50-80
Prezzo degustazione 50-80
Visitato in data 16.09.2014
Accetta carta di credito SI
Dehor o tavoli all'aperto SI
SCOPRI DOV'É

Una cucina vivace dai sapori decisi e appaganti, una buona carta dei vini ed un servizio accorto

 

Giulio Terrinoni è un cuoco a tinte vive, come la cucina dell'Acquolina Hostaria a Roma riflette bene. Colori decisi, razioni appaganti, sapori ingenti, furore creativo in mostra, sintomo di un entusiasmo senza compromessi.

L'Hostaria è fuori Roma, in un quartiere un poco decentrato. terra da vendere tra un tavolo e l'altro, un bel "difuori" per la bella stagione, una lista di vini tutt'altro che banale e un Maitre capace di inoculare curiosità e suggestioni. Almeno quanto il tris "aperitivo" che si segnala l'aromatico cono alla ricotta, il bonbon croccante con i capperi fritti, il vizioso hamburgerino di complemento. Perchè il benvenuto è un piatto "vero": tagliolini, baccalà e spuma di baccalà. Solo le mandorle a instillare un attimo di respiro.

Il crudo di pesce è strepitoso, anche se l'ordine di servizio disorienta: il gelo di cipolla rossa con le ostriche è una reintepretazione della classica vinaigrette, azzeccata, ma che con il freddo stordisce le papille. Il successivo cefalo colla susina si disperde. CI si ripiglia con la ricciola allo zenzero, per accogliere il trionfante gambero rosso e verdurine. Inconsueta, ottima la triglia con il ravanello, così come la fulminante conclusione con l'infinito della lampuga. Un vero festino di crudismi.

Il maccarello è cugino dello sgombro: porta una suprema pelle bruciata, carni burrose e compatte, cotte con sapienza totale. Immancabile la burrata, che però si esalta con una intenzione di pomidoro. E siamo sull'orlo del capolavoro.

Ricchissimo e robusto il nugolo di riccioli di calamari, che vengono con zuppa di ceci e bottarga. Fitti e masticabili, i grossi pezzi di calamaro sono avvolti da una sorta di compressione di sapore sotto la spinta dei ceci sagaci. Alla bottarga è saggiamente - e giustamente - appaltato il dovere di salinità.

Il riso a Roma: mantecato con i porcini, triglie crude che raffreddano e sospingono una formidabile forza aromatica assieme al Parmigiano reggiano. L'ostrica grattugiata da congelatore rilascia profumi dilaganti, il punto di cottura è "a Sud del Po".

Il centro del menù è questa versione potente degli spaghettoni Verrigni, dal calibro colossale, conditi con un poderoso ma fresco pesto di salicornia e frutti di mare. Per soprammercato i cannolicchi, a misura di una intensità senza timidezza. Punto di cottura "romanesco".

Tra le pietanze ecco il rombo, un bell'animale di corpo e d'anima, con una gran pelle croccante che vale l'assaggio, e polpa succosa e lussureggiante. Il rosti d'accompagno è un po' legnoso, ma nel complesso la composizione funziona.

Chiudere con fresche dolcezze: la grattachecca di passion fruit, omaggio giocoso alla città, e "cappuccio e cornetto". Una gran crema che ripiena pasta elastica e dolce, a celebrare il riso stracittadino della prima colazione al bar.

Dunque c'è tutto: pure l'addizione risulta equanime alla luce della generosità della proposta, dell'accortezza del servizio e della continuità qualitativa. Momenti particolarmente luminosi costellano una galoppata di tutto rispetto.

 



CONDIVIDI


COMMENTA


#