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Cucina giapponese al Teatro del Sale, Firenze

Data pubblicazione 31.01.2014
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Anche il Giappone ha un’anima, verrebbe da dire, considerando il lavoro che sta facendo nella salvaguardia della propria cucina, denominata “Washoku”: dimentichiamoci di sushi, sashimi e tempura, diventate parole d’ordine per indicare i piatti del Sol Levante che in Italia vengono preparati spesso da cuochi cinesi, la cucina tipica è legata anche a cerimonie e riti, simbologie che diventano alla fine piatti.



Ora che è diventata “Patrimonio mondiale dell’umanità” da parte dell’UNESCO, il governo giapponese ha deciso di promuoverla nel mondo ed il tour europeo è iniziato a Firenze, al Teatro del Sale, dove, nel corso di una cena, si è assistito ad un interessante tentativo di contaminazione dei generi, tra cuochi nipponici e fiorentini, in un mescolarsi di materie prime di qualità, che hanno poi dato nel piatto, ottimi risultati.



Il segreto sta proprio nelle materie prime, con una salsa di soia artigianale, meno salata e pungente di quella che è possibile reperire nei mercati europei, nello wasabi aromatico e piccante in maniera equilibrata, nei sakè che accompagnano le pietanze, ben sette dal gusto delicato e mai opprimente sul cibo.



In questo alternarsi di sapori si è iniziato assaggiando l’insalata di trippa con salsa di soia Torii, seguita da una zuppa giapponese a base di rapa bianca, per poi dedicarsi al collo di pollo ripieno nippo-fiorentino con cipolline fresche. Il sushi era costituito da una fetta di carne di manzo scottata, servita on alga mentre la tempura, di pesce bianco aveva un ottimo connubio con la salsa agro dolce giapponese. Incursione all’isola d’Elba con un piatto come il gurguglione, costituito da un misto di ortaggi servito con tonnina italiana e katsuobushi, il tonnetto giapponese da grattugiare. Interessante la rosticciana bollita accompagnata dall’alga Oboro bianca, per finire con un dolce da ricordare come la bavarese imperiale, servita con foglia d’oro, salsa di soia e katsuobushi, seguita dalla zuppa giapponese con crema di mattcha e noci.



Alternanza di sapori e profumi ben riuscita, che riconcilia con una cucina giapponese troppo spesso relegata al ruolo di moderno fast food.

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