Trediberri, il Barolo e l'Equilibrio - Appunti di Gola

Trediberri, il Barolo e l’Equilibrio

Pubblicato il: 20 Dicembre 2016

Argomenti: Vino

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Bevo questo Barolo senza saperne nulla, senza informarmi: lo bevo con una selezione di animelle appena dorate nel burro, un alito di farina a infervorarle: e lo trovo perfetto.

Bevo questo Barolo con la testa nel sacco, alla cieca, perchè voglio inseguire quella trama diafana, quella riga sottile, quel merletto trasparente; voglio inseguire quella brezza appena dischiusa, in cui frutti piccolissimi si adagiano ad una scatola di legno di cedro, ricavandone riverberi. Cerco la spezia sottile nell’assaggio, la trovo, e mi faccio guidare verso un termine finissimo ma non affilato: anzi gentile, anzi garbato, anzi.

Ecco: dunque l’equilibrio. Che quando vado a leggere – e a imparare – di Trediberri vedo essere il motivo ricorrente, la parola più usata: del resto la somma di tre è qualcosa che sta in piedi: come i tre soci che a Berri, la Morra, vinificano questo piccolo poemetto, in versi sciolti.

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3 Commenti a Trediberri, il Barolo e l’Equilibrio

  1. […] un Barolo, va senza dire: quello forte e gentile di Trediberri va […]

  2. […] Scaloppiamo e serviamo, con un bicchiere di Barolo, ad esempio quello di raro equilibrio di Trediberri. […]

  3. […] in tavola con un bicchiere di vino da uve Nebbiolo: il Barolo di Trediberri e il suo mirabile […]

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