Strozzapreti e finferli - Appunti di Gola

Strozzapreti e finferli

Pubblicato il: 21 Novembre 2016

Argomenti: Pietanze, Prove

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Gli strozzapreti sono uno dei mille formati di pasta fresca fatti a mano che uniscono rusticità e gusto: anzi l’una esalta l’altro che riesalta l’uno che esalta… insomma, un vortice di sapore che può poi dipingersi nei mille modi della grande cucina domestica & popolare.

Tipici dell’area romagnola, trovano il solito compendio di ricette vere & originali che devono essere “rigorosamente” fatte nell’unico modo possibile, cioè quello di sua nonna: noi ne abbiamo provato uno, con buona soddisfazione, prendendo spunto qua e là e fidandoci del nostro assaggio.

Dunque usiamo farina di semola di grano duro, bella ruvida e porosa, e acqua calda. Se vogliamo aggiungere una finezza, usiamo acqua minerale o declorata: ma verranno bene lo stesso anche con la semplice acqua del rubinetto. La misura è di circa 50g ogni 100 di farina, a seconda della qualità della stessa. Obbligatorio un buon periodo di riposo: almeno mezz’ora, ma l’ideale è un paio d’ore al fresco.

Al termine stendiamo piccoli pezzi di pasta con il mattarello: non serve che la sfoglia sia sottile, anzi basta piuttosto grossolana. Ritagliamo poi con coltello o rotella liscia delle pappardelle larghe due dita e le arrotoliamo nel palmo della mano, rapidamente e senza premere con troppa forza: la “cucitura” deve restare visibile, è anzi il punto di forza di questa pasta.

Mandiamo l’acqua al bollore mentre puliamo bene i finferli freschi da ogni residuo di sabbia e terra: dovremmo evitare di lavarli , ove possibile, ma con un coltellino e uno spazzolino possiamo uscirne vivi. Non è compito divertente nè rapido, ma il risultato ripaga.

Scaldiamo in una padella olio e aglio, che poi mandiamo via. A temperatura moderata mettiamo i funghi tritati a buon comando, e mentre asciugano spruzziamo con vino bianco. Sistemiamo di sale e pepe.

Lessiamo gli strozzapreti per un tempo variabile a seconda della qualità della farina: assaggiamo per non sbagliare. Quando sono ancora ben sodi preleviamo con il ragno e passiamo nella padella dei funghi. Saltiamo, magari bagnando con un po’ d’acqua di cottura, una goccia d’olio crudo e un trito di prezzemolo.

Mandiamo nei piatti con un bicchiere di Sangiovese di Romagna, magari il “Rosso” di Marta Valpiani

 

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