Strada Provinciale 68, Occhipinti - Appunti di Gola

Strada Provinciale 68, Occhipinti

Pubblicato il: 4 giugno 2018

Argomenti: Vino

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Ricordavo il ’68 bevuto in cantina, a Vittoria, come una specie di scartavetraggio estremo: spazzolata acida, il Frappato a fresare le papille e il Nero a lenire le ferite, appena appena.

In vece: questo ’14 è assai meno ispido della sua fotocopia infissa nel ricordo, anzi appare polputo ed eminente. Ha 14° nelle budella e ne va fiero. Ha quella fierezza cavallina nel primo aroma, in cui la forza animale traspare e traspira. Sotto c’è un frutto rosso asciugato, confermato, confittato. Un angolo di dispensa, un cassetto della madia della casa di campagna, il pomodoro del piennolo, i canestri dell’uva, quelle robe scure dimenticate nelle soffitte.

Il disegno non prende le forme aggraziate di un pannello di madonnari, ma resta impervio come il graffito di un artista suburbano  o il racconto di un giovine ed acerbo scrittore: o un 45 giri di un gruppo punk. Ma se l’aroma scalcia e squinterna, e slabbra e sfarfalla, il sorso si intestardisce sui binari diritti e paralleli di una linearità cocciuta e determinata, una perfetta infiorescenza dei tratti dell’Autore. Quella Occhipinti che – nome omen – disegna con occhio scuro e soppraccigliuto un bicchiere degno, siciliano, sincero, fulgido.

In tavola con paste colossali.

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