Rosso Faye, il bordolese di Pojer e Sandri - Appunti di Gola

Rosso Faye, il bordolese di Pojer e Sandri

Pubblicato il: 8 Giugno 2015

Argomenti: Vino

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Poi ci sono quelle volte che ne hai abbastanza di nasi occhiuti infilati in bicchieri stanchi, di occhi cisposi che cercano l’ennesima vestizione di rubino, del convolvolo e del frutto rosso, e dell’intenso e del deciso e dell’attacco e di tutto il resto.

Quella volta infili il verme in un tappo lungo mezzo metro, e vien via bello pulito che è un piacere, e rovesci la Bottiglia Rovesciabile e riempi il bicchiere oltre il mezzo, come fanno gli americani, e lo addenti e bevi. Ecco.

Oggi è il giorno che non hai voglia di farla lunga, e dire dei cuoi e delle terre, e delle verzure, hai solo voglia di placare la calura con un rosso che sta in piedi come un cavallo, diritto e teso come le vele di bolina stretta. Niente robe pastose in bocca, niente appiccicumi che governano il sorso. Solo il bere, bere pulito di un vino che non è naturale, non è bio, non è dinamico, non è spirituale, non è artigianale, non è.

Un vino che è vino, e grida a gran voce il carattere dei vitigni che ci sono dentro – Cabernet Sauvignon e Franc, Merlot e Lagrein – e grida a gran voce la sua trentinità, senza esitazione e senza dubbio, e senza alcun tentennamento d’età. 2009 come ieri, nessun giustificazionismo e nessuna indulgenza: blend corrusco alle soglie della perfezione, dalle mani di un vignaiuolo baciato in fronte dal mistero e dalla fortuna dell’esattezza.

Ah. Ed è buonissimo.

IGT Dolomiti Rosso Fayer Pojer e Sandri 2009

IGT Dolomiti Rosso Fayer Pojer e Sandri 2009

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