Quattro Colombe - Appunti di Gola

Quattro Colombe

Una pioggia di volatili, questa Pasqua 2018: prima la partecipazione alla (impegnativa!) degustazione di 44 colombe artigianali organizzata dall’ottimo Stanislao Porzio alla Scuola Alberghiera Amerigo Vespucci, poi questo serrato confronto con quattro prodotti molti diversi, molto firmati. Ecco le sensazioni d’assaggio.

Disclaimer: questa NON è una classifica.

Pasticceria Tabiano di Claudio Gatti

Da Tabiano Terme la manualissima colomba di Claudio Gatti, non perfettamente aderente al tipo classico già a partire dal colore e dalla glassa, morbida e con volute ma senza la granella di zucchero. L’interno è cupo, intenso, con una vena di rusticità che evidenzia l’uso di zuccheri grezzi e farine non raffinate. Profuma di uovo e zucchero di canna, con alveolatura larga e diffusa. Ha sapore dolce-non-dolce, che invita ad un secondo morso, molto intenso e deciso, senza canditi e nessuna sensazione di artificio. Morbida ma non bagnata, con sentore di burro non prevaricante.

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Hausbrandt – Firmato Iginio Massari

La Colomba firmata Massari appare classicissima con la profusione di glassa friabile, mandorle e granella di zucchero d’ordinanza. Il Maestro dei Maestri garantisce l’uso di ingredienti finissimi: l’alveolatura importante e sparsa evidenzia un colore giallo molto deciso, con spiccato profumo di burro che sopravanza la vaniglia. Canditi nella polpa morbida e appena umida, sapore assai tondo. Va precisato che non è colomba di produzione Massari, ma solo una consulenza.

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Loison Pesca e Nocciola

Variazione leggermente creativa del grande laboratorio veneto, dal bellissimo aspetto impreziosito dalle nocciole tostate che fioriscono a profusione in una glassa oscura assai invitante. Morbida e asciutta ha un perlage fine e piuttosto compatto, con il morso leggiadro seppur vagamente pandoroso, ai bordi del profumo di burro e un ricordo di liquore: solo una sensazione perché nulla di alcolico compare tra gli ingredienti. La ricopertura è dolcissima e potente, in contrasto con la polpa che pare quasi salata, in un contrasto appagante. Il finale è lungo e carezzevole. Spettacolare – in stile Loison – la scatola di latta della confezione.

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Tiri 1957, di Vincenzo Tiri

Celebre pasticciere lucano, produce questa colomba personalizzatissima in una preziosa confezione in legno. Bello il colore dorato, quasi senza ricopertura, poco zucchero pochissime mandorle. Umida la superficie che garantisce morbidezza sull’opulenza dei burri. Al taglio ha un perlage diffuso e ampio, senza caverne, ben distribuito, colore giallo intenso e profusione di (ottimi) canditi schiettamente presenti nel profumo, tanto da contrastare il burro e le uova in bello slancio. In seconda battuta la vaniglia in semi, di grande qualità. Morso dolce e pastoso, molto persistente.

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L’imbarazzo della scelta: ognuno dei prodotti presentati ha motivi per essere azzannato, senza farsi troppi scrupoli nè domande. E Buona Pasqua a tutti.

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