Prove su strada | Oster Versa Hi Performance Blender - Appunti di Gola

Prove su strada | Oster Versa Hi Performance Blender

Pubblicato il: 25 Gennaio 2016

Argomenti: Prove

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Nella categoria dei frullatori ad alte prestazioni si inserisce questo ordigno di produzione statunitense: o meglio, di brand USA ma di prevedibile costruzione e assemblaggio P.R.C. [Repubblica Popolare Cinese, NdA]

Il “Versa” sorprende sia per le caratteristiche tecniche sia per la particolarità del progetto, che coniuga un aspetto da “robusti cavalli americani”, per dirla alla Vin Diesel in Fast&Furious, ad una leggerezza che spiazza.

Il corpo motore infatti sembra appena uscito da un film di fantascienza anni 50, una di quelle macchine mortali dei laboratori degli scienziati con la pipa e il camice bianco, e ti aspetti un macigno di ghisa o di metallo forgiato. Invece plastica, e plastica – di qualità pregiata – anche nel bicchiere. Il tutto si traduce in una maneggevolezza che ripagherà in cucina. Attrezzo indirizzato ad una utenza domestica anche se le prestazioni farebbero invidia ad una cucina professionale, è insolitamente “flessibile” nell’uso: manca infatti di quelle accortezze che ormai sono diffuse nelle apparecchiature da casa e che impediscono il funzionamento se non a vani chiusi, bicchieri inestati, coperchi bloccati. Tutto a vantaggio della scioltezza d’uso, ma con qualche attenzione: anche il bicchiere è solo appoggiato all’albero motore. Facile da sganciare, ma anche da scivolare.

Tutto metallo invece nelle trasmissioni, che danno sensazione di robustezza e affidabilità: l’acciaio inox spazzolato regala accoppiamenti “baciati” e levigatezza di funzionamento.

Il Versa ha 5 situazioni di movimento, tutte sul medesimo semplicissimo meccano di bicchiere/coltello: funzionamento manuale con la manopola contagiri; la comodissima funzione a impulsi; i tre pulsanti programmati rispettivamente per frullato, salsa e minestra. Il calore sviluppato dal rotore è infatti tale da portare il contenuto del recipiente da una temperatura di servizio di 80° circa.

Lasciando le funzioni programmate ai manuali del costruttore, abbiamo provato il Versa in cucina in diverse situazioni in completo spregio delle indicazioni del costruttore, pur così utili, giusto per vedere come funziona “sotto stress”.

La prima prova si pone l’obiettivo di realizzare un gelato di “nocciole solo nocciole”. Le facciamo andare a velocità crescente fino a quando inizia a trafilare l’olio. A qual punto aggiungiamo lo zucchero di canna e due o tre cucchiai d’acqua, fino ad ottenere una crema quasi spalmabile. Mettiamo a freddare, poi passiamo al mantecatore con un cucchiaio di latte. Il risultato è un gelato naturalissimo, credibile, tanto che inizia ad allentarsi nel tempo richiesto per la fotografia. Del resto non è stato usato nessun addensante. Il sapore è fortemente noccioloso, la consistenza ruvida ma molto appagante.

Abbiamo poi provato una “salsa al pesto” perché a rigore di pesto non potremmo parlare. Ma farà piacere a chi non ha tempo: basilico, pinoli, pecorino, grana, aglio e olio schiaffati nel bicchiere e frullati a velocità crescente, con piccoli rabbocchi d’olio. Attenzione: il “tamper”- cioè quel pestello nero a croce – non è lì per bellezza, ma serve per riportare al centro il materiale che la forza centrifuga spinge agli angoli. I coltelli girano fino a 28000 RPM, e ci vorrebbe un matematico per calcolarne la velocità angolare: quella dichiarata è di 400kmh (sic). Qui conviene sapere che il risultato finale è plausibile come sapore: se non abbiamo frullato troppo a lungo, cose sempre sconsigliata, non ci sono retrogusti amari, la salsa è fine e i pezzetti di pinoli e di formaggio che sono rimasti la rendono godibile. Provata sulle farfalle ha una sua dignità di condimento.

L’ineluttabile passo seguente è lo smoothie: banana congelata, cubetti di ghiaccio, poco zucchero di canna, un cucchiaio di yogurt greco, vaniglia. Meno di un minuto di turbine e il bicchiere si riempie di una deliziosa spuma fresca e setosa.

Il passo successivo è un crimine culinario: fragole congelate, dalla busta del supermercato. Le versiamo nel bicchiere ancora congelate, aggiungiamo lo zucchero e il latte un cucchiaio per volta fino ad ottenere una mousse. Lavoriamo di tamper per far girare tutto bene, e converrà operare anche con un cucchiaio lungo – raccomandazione – staccando il bicchiere dalla base. Il risultato è una bella salsa di fragola che può funzionare sia come rinfrescante che come base per un dessert ai frutti di bosco, e una granella di nocciole salate. COn poca fantasia la vediamo fatta con fragole colte in giardino e surgelate in casa…

Facilissimo ottenere un hummus decente con la “tinta” di sapore che preferiamo: dopo aver cotto i ceci – o averli prelevati dalla scatola – completiamo con ingredienti l’aroma: aglio, peperoncino, menta, basilico, cannella, pepe, paprica… e olio d’oliva. Il risultato è convincente, e richiede pochi secondi.

Un bloody Mary piuttosto spesso si ottiene con passata, vodka, sale, pepe, zenzero, worcester e tabasco.

Eretica ma – come per il pesto – sagace la maionese: fatta con l’uovo intero, così da non sprecare gli albumi, monta rapidamente versando l’olio a filo ma senza troppi patemi. Il risultato finale è morbido e gustoso, appena meno di una maio di soli tuorli: ma siamo sempre in tempo a rifarla a regola d’arte, potrà solo migliorare.

Infine, un veloce salto nelle isole greche: con lo yogurt e i cetriolini sottaceto – anche questa una scelta di comodità – otteniamo una salsa tzatziki “rapida”. Frulliamo metà dello yogurt con i cetrioli, l’olio, la menta, il basilico, il sale e il pepe. Poi a mano amalgamiamo con il restante yogurt: finito.

Resta da pulire il bicchiere, che – altra particolarità – non è smontabile. Quindi seguiamo le istruzioni e riempiamo a metà il recipiente d’acqua calda con due gocce di detergente, poi frulliamo 30 secondi alla massima velocità. Residui di ingredienti si staccano, e basterà una passata di spugnetta saponata per riportare la plastica alla cristallina origine. Si sconsiglia il lavaggio in lavatrice: durante la prova abbiamo anche osato quest’ultima violenza, e il risultato è stato ottimo e senza problemi. Ma come si dice, don’t do at home…

Il Versa è in vendita a circa 450€, il che lo colloca fuori dalla fascia “economica”. Ma del resto il livello esorbitante delle prestazioni lo giustifica.

Conclusioni: specializzato ma non troppo, riesce utile in un buon numero di preparazioni in cucina, e con un po’ di apertura mentale rende semplici anche lavorazioni di “manico”. Da il meglio di sè con le preparazioni fresche e morbide, come gli smoothies di frutta che risultano veramente perfetti. Perfetto anche per gli amanti delle salse setose, e buono anche come scialuppa di salvataggio per besciamelle o creme aggrumate o sabbiose.

 

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