PizzAut | Sei cuochi per stare bene e fare del bene al Moro - Appunti di Gola

PizzAut | Sei cuochi per stare bene e fare del bene al Moro

Paolo Pojano mi segnala questa meritoria inziativa: leggo e condivido. PizzAut è un progetto dalla finalità chiara: desidera dare un’opportunità professionale a ragazzi che si confrontano con le varie declinazioni di quell’universo di affezioni brutalmente sintetizzato con il nome di autismo. Piace l’approccio asciutto e concreto: formazione, acquisizione di un “mestiere“, realizzazione di una attività economica. Quindi affiancamento e supporto, con il contributo assistenziale in secondo piano rispetto a quello dell’inclusione.

L’obiettivo del progetto, e sua stessa ragione di esistere, è realizzare un locale in cui tempi e modi dovranno essere rispettosi delle particolarità comportamentali dei ragazzi al lavoro, che dovrà offrire una esperienza piacevolmente conviviale agli avventori al netto delle frenesie e delle pressioni abituali.

Per propalare l’iniziativa il ristorante il Moro di Monza ha organizzato il 4 dicembre us una serata attorno alla verve gastronomica di sei bravi professionisti che hanno liberato la loro creatività per offrire ai convenuti una valida esperienza al tavolo, e nello stesso tempo raccogliere fondi per PizzAut: parte del ricavo della serata confluirà appunto nelle casse dell’Associazione.

Sul tavolo dunque dei gustosi appetizer “della memoria”, quali le micromontanarine e i mini pane-e-panelle; il fusillone fritto con il caviale e la crema d’ostrica di Vincenzo e Salvatore Butticè, il baccalà con i carciofi di Luca Mauri, la spuma di patata e cozze di Felix Lo Basso, il riso zucca e astice di Andrea Alfieri, orata e radici ancora degli chef di casa, il cucchiaio di cioccolato e sadano candito di Luca Mauri, e il biscotto morbido con spuma al Vov di Roberta Zulian.

Serata affollatissima, pubblico entusiasta anche grazie all’ottimo lavoro ai tavoli coordinato da Antonella Butticè, che ha guidato un gioioso reggimento di ragazzi dell’Istituto Alberghiero Olivetti, metronomici nell’accudire gli avventori.

Felicemente affrontato l’aspetto charity, ha fatto piacere rivedere Andrea Alfieri ai fornelli, che attendiamo alla sua prossima avventura; la concretezza di Salvatore e Vincenzo Butticè, che con Antonella completano la famiglia alla guida del Moro; il tocco riconoscibile di Felix Lo Basso, inconfondibilmente apulo-meneghino, e i piatti di Luca Mauri visto per la prima volta all’opra da chi scrive. Roberta Zulian, ormai l’alter ego di Alfieri da mille anni, non ostante lei sia giovanissima, con il suo dessert disegnato per un fine pasto gaio senza essere afflitto da zuccherismi.

In Gallery le foto dei piatti.

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