Patron | GP Cremonini, il fantasista - Appunti di Gola

Patron | GP Cremonini, il fantasista

Pubblicato il: 2 Luglio 2015

Argomenti: Ritratti

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A Venezia, le Zattere, un nome un programma: sulle Zattere naviga  con il suo Riviera Giovanni Pietro Francesco Maria Cremonini, globetrotter di professione, mezzo secolo – più o meno – di avventure che Rocambole impallidisce, tutti gli Oceani nuotati, tutti i continenti camminati. Le Zattere sono la fondamenta che guarda la Giudecca, a Sud della città.

Quando entri al Riviera – storico e nuovo allo stesso tempo – apri le orecchie e senti subito il differente: non le solite raggelanti raccolte di cover suonate easy o lounge e cantate da coriste americane di seconda fila. Non le solite compilation di sonate classiche di musica classica. Non jazz norvegese, melodica italiana, grandi successi o monotone litanie di B-side. A volume basso-giusto girano selezioni cosmopolite, trasversali, assai poco probabili. Sconosciute ma ascoltabili, che è il segno caratteristico di chi se ne intende.

Gipì Cremonini è un personaggio esuberante ma non debordante. Ti accoglie con un sobrio inchino e un accenno di saluto a mani giunte, ti accompagna al tavolo con asciutta eleganza e ti suggerisce il meglio del giorno. Una selezione spumeggiante di crudi, speziati di mille spezie, tatuaggi papillari di tutti quei viaggi. Oppure un primo di pasta fresca, abbellito dal pesce di laguna. O l’ectoplasma di un raviolo, sfoglia appena piegata per contenere una punta d’asparago. O il rutilante pesce nobile – oggi un branzino – colorato di verdurette di stagione.

Ama il bello in ogni sua forma, e conosce bene la differenza tra grazia e bellezza, Gipì. Tanto che la sua ultima passione – il vino – lo porta a ricercare serenamente nei territori impervi dei vini più recalcitranti, quelli che sacrificano tutto in nome della verità. Pur in obbligo verso il mercato veneziano di qualche etichetta più potabile, eppure mai banale.

Gipì è un contrabbassista, e non lo diresti: che l’inflessione della voce ti avrebbe fatto scommettere l’ultimo tallero sul clarinetto, o forse sul sax soprano. Ma saranno i 25 anni vissuti a Parigi – e ne resto del mondo – o forse l’elegante, francesissima moglie francese a conferire al suo dire quell’abbrivio, quell’andare così lesto e misurato, quel tono sempre acconcio.

Istrione, estroverso, teatrale: ma con il modo di conosce la temperanza e il senso della misura. Quando scrivo sul frontespizio “Oste fantasioso” sorride appena, un attimo. Dice Oste, si. E’ il nome con cui mi piace essere chiamato.

Immagine di corpertina: Myspace, Babate Orchestra

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2 Commenti a Patron | GP Cremonini, il fantasista

  1. Giovanni Favero ha detto:

    Ho avuto l’onore di conoscerlo, grande persona

  2. Lello Mascetti ha detto:

    Persona straordinaria, conosciuta in situazione antanica nelle lande del terapia tapioco. Professionalmente si è sempre rivelato uno dei massimi esponenti della cofaldina. Locale consigliato agli amanti della buona cucina e del posterdati.

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