Neff Collection | L'Altro Gravner - Appunti di Gola

Neff Collection | L’Altro Gravner

Pubblicato il: 4 giugno 2018

Argomenti: Incontri

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Il brand Store di NEFF a Milano, grazie alla collaborazione con il Cucchiaio d’Argento,  diventa sempre di più un contenitore di cose belle: a volte bellissime. È il caso della storica degustazione del vino rosso più ellittico e spiazzante rispetto alla parabola enologica di Josko Gravner, illuminato dalla presenza di Corrado Assenza che per una volta ha (quasi) abbandonato gli zuccheri.

Ecco dunque che nasce l’idea di proporre i 20 anni di Rujno, il rosso da uve Merlot e un saldo minimo di Cabernet della Casa di Olsavia, con una formula che valica i confini della degustazione in batteria. Allestiamo infatti un tavolo conviviale attorno a cui riunire in due diverse sessioni prima dei rappresentanti dell’informazione enologica, poi i Maitre Sommelier di alcune grandi Tavole italiane.

Del vino in molti sanno parlare assai meglio di chi scrive: ma è interessante riepilogare i punti salienti di una giornata memorabile. Prima di tutto la sorpresa dei convenuti, che di fronte all’idea di vini così rari e preziosi proposti durante un pur informale pranzo hanno apprezzato la levità e la facilità di confronto creata dal convivio. Poi le differenze che i due tavoli di professionisti di pari caratura ma differente ruolo hanno espresso. Più orientati a rilevarne la similitudine “bordolese” i giornalisti, più inclini a registrarne la qualità “gastronomiche” i secondi. Assenza poi ha prodotto alcuni assaggi che prendevano le mosse da prodotti stagionali o particolari, come le fave e il lardo di mangalica, il maiale peloso che ha conquistato il cuore di Josko. oppure il dolce-non-dolce fatto con il frumento, i broccoli e i piselli. Tutto ciò con la consueta arte affabulatoria dell’Assenza, che con leggerezza e un’oratoria asciutta ma convincente ha condiviso alcuni concetti e alcuni passaggi tecnici di assoluto interesse. La riduzione dei grassi, l’integrità del prodotto.

Questa asciuttezza di tratto accomuna i due Grandi: da un lato l’Assenza che traffica con le preziose referenze di Sicilia – devastante la ricotta di pecora, una cucchiaiata vale un viaggio – e dall’altro il Gravner, che misura le parole con il micrometro, ma non esita a gettare luce sugli aspetti più importanti del suo lavoro. Il rigore impietoso, la coerenza cristallina, le convinzioni scomode ma radicate fanno da contraltare ai bicchieri di Rujno che fluiscono densi e comunicativi, pieni di un valore estrinseco che raramente si riscontra nei Merlot friulani.

Un ’82 ancora vivo seppur “antico”, un ’85 gigantesco, gli anni ’90 fervidi e lontanti da qualsiasi sintomo di vecchiezza, i “pezzi” degli anni zero ancora scalcianti: un viaggio senza confini dentro il lato scuro di Gravner, quello che si tende a mettere in ombra ma che può riservare momenti di autentico coinvolgimento. O per dirla in modo meno mediato, da pelle d’oca.

Rujno in sloveno significa qualcosa di simile al vino di casa più buono, al vino destinato agli amici. Vino esclusivamente rosso che in un bicchiere racchiude tutti i significati del bere antico, quello che alza il calice al cielo nel brindisi sincero, nel sorriso largo e nei petti aperti alla condivisione. Un senso che Rujno esprime senza mezzi termini. A chi sa ascoltarlo.

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