Maso Warth, il Teroldego di Moser - Appunti di Gola

Maso Warth, il Teroldego di Moser

Pubblicato il: 23 ottobre 2017

Argomenti: Vino

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Il nome di Francesco Moser evoca in noi anzianotti epiche imprese, con l’uomo ingobbito sul mezzo con quel suo andare leggero ed elegante, lento, inattuale: in un mondo di frullatori metronomici. Quella falcata decisa, quell’andare affettando l’aria.

Oggi Moser – capelli bianchi, fisico diabolicamente integro, profilo ancora affilato – spreme vini trentini dai suoi vigneti, qua e là in Trentino. Maso Warth è il brand che qualifica i due rossi di casa, un Lagrein e un Teroldego.

Affronti quest’ultimo in versione 2015: lo versi, oscuro, e lo trovi spesso e pieno. La luce non trova la via, l’unghia fiammeggia tra porpora e viola. Porta del rovo il frutto ma anche il cuore, i rami e le cortecce, umide. Del bosco porta l’afrore ma anche il respiro, la mattina le foglie, bagnate. Anzi, zuppe.

Il sorso tondeggia, con tannini leggeri come sospiri, amarezze appena accennate, alcol in misura, finale svelto.

Un bicchiere composto se non impostato, dalla chiarezza calligrafica: ma scritto a punta extrafine, senza nemmeno una goccia d’inchiostro fuori posto.

In tavola cercherà sopra tutto carni preparate con garbo, volaglia, e probabilmente qualche piatto di frattaglie.

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