Lieux dit, Selosse: Le Bout du Clos - Appunti di Gola

Lieux dit, Selosse: Le Bout du Clos

Pubblicato il: 21 Luglio 2017

Argomenti: Vino

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Una parte di sapienza, una parte di fortuna, una parte di natura, e una parte di snobismo a la fransè: ecco la ricostruzione di questo palinsesto di champagne targati Selosse. Da vigneto unico, da “luoghi chiacchierati” come Ambonnay. Da cui viene questo oro e miele liquido.

selosse le bout du clos - 02 copia

La spuma avorio a piccola granulometria, testarda: almeno altrettanto ad arrampicarsi sul cristallo quanto a sfuggire ai bordi, e scomparire. Isolette di perline nel centro del bicchiere, e un vulcano di profumi offerti in sacrifizio. La prima impressione fa temere il ridicolo delle teorie di riconoscimenti, tanto è salace e vorticoso: eppure composto. Solo per dire frutta giallissima, importanze granitiche, vigore glacido all’uscita. Inebriante quanto plausibile.

Il sorso è gigantesco. Attacca elegante, quasi severo. Conduce il sorso con gagliarda austerità, corpo gentile e confini puntuti. Espressione matura e saggia, inerpicata su un finale sterminato, aggrappato al palato per millenni con il tocco elettrico, la mirabile vibrazione, la chiusura epica: salata e amarevole.

In tavola con l’Iradiddio. Altrove, senza creanza.

selosse le bout du clos - 01 copia

 

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