Le Rose 2015, la Malvasia alla moda di Cà de Noci - Appunti di Gola

Le Rose 2015, la Malvasia alla moda di Cà de Noci

Pubblicato il: 13 aprile 2018

Argomenti: Vino

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Ecco, io i vini dei fratelloni Masini li adoro: quindi sono di parte: quindi ne parlo liberamente. Verso questo Bianco Emilia Bio e ne ammiro il colore non privo di una sfumatura calda, a mezza via tra il miele di castagno e l’oro zecchino. Furiosa e gaia la spuma, che risale il cristallo con impudenza. Bene.

T’avvicini, e porti via tutta questa sensazione salmastra di scogli e di barche in secca, la densità dei vasi di terra a primavera e i gusci delle noci, dopo che hai rubato i gherigli. E poi nel mezzo, ineluttabilmente l’aromatica aromaticità della Malvasia, che esplode il suo frutto senza ritegno, larga. Il tutto racchiuso in una bolla appena velata di una alito di riduzione, compreso, quasi francescano nella sua integrità.

Ma la vera gioia è all’angolo: il sorso esplode di una sincerità severa ed impenitente, portandosi dietro tutta l’incredibile qualità espressiva di un vino ottenuto dalla fermentazione spontanea del mosto non pressato, sdraiato sulle bucce, maturato a rilento e atteso con serena incoscienza fino al momento giusto. Ha nel cuore la dolcezza timida del frutto non ancora colto – trovi le mele fuji, se vuoi, le pere martine, se vuoi – e un termine improvviso ma denso di promesse. Ad esempio, della mano che corre al prossimo calice.

Lo puoi osare con un salame bello, con pane all’olio, con un formaggio fresco. Se ami il rischio, con un biscotto burroso.

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