Il Sabato del Villaggio | La Veridica Storia della Pizza secondo un Archeologo del XXIX° Secolo - Appunti di Gola

Il Sabato del Villaggio | La Veridica Storia della Pizza secondo un Archeologo del XXIX° Secolo

Pubblicato il: 14 Gennaio 2017

Argomenti: Il Sabato del Villaggio

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Da un documento pubblicato da un archeologo di fama mondiale nel XXIX° secolo, che non pare apocrifo alla luce delle più attuali analisi spettrografiche semantiche e pure al Carbonio14.

La pizza non è stata sempre come la conosciamo, e cioè la solita pizza dirigibile: grossa e ovale come un pallone da Football Cinese (come lo chiamano gli Amerafricani), gonfia di verdure e cotta al fuoco laser. La pizza ha conosciuto diverse stagioni, e nei primi tempi della sua storia veniva addirittura cotta in pericolosissimi forni a legna, davanti ai quali stazionavano i pizzaiuoli incuranti delle nocive emissioni e dell’enorme calore sviluppato: pare infatti che tale professione fosse una delle più rischiose assieme a quella dei minatori di pecblenda della Ruhr e ai venditori di contratti di telefonia mobile nelle aree urbane dell’Europa meridionale.

Nel corso dei secoli la pizza ha visto molte trasformazioni al seguito delle mode, delle linee guida sancite dai commentatori e dai critici e anche dagli stessi pizzaiuoli, divenute vere e proprie rockstar: il grande Carmine Jamal Sciannimanico detto O’Pallonaro ad esempio nel XXII° secolo divenne così potente da acquistare l’antico Stadio San Paolo di Napoli per trasformarlo in una pizzeria con cento forni e mille pizzaiuoli, tanti da poter servire contemporaneamente diecimila (10.000) avventori.

Tra i più noti momenti della storia della pizza possiamo ricordare la famosa pizza a mongolfiera, diffusa nel XXIII° secolo ad opera di Kevin Giuseppe Russo dai Quartieri. Una vera rivoluzione fu quella introdotta da Pasquale Higuain El Hassan che nel 24º secolo creò la pizza “americana”, e cioè una enorme polpetta di carne grigliata ricoperta di mozzarella e salsa di pomidoro e contenuta da due grandi pizze grigliate. La pizza fu preparata in occasione di un pranzo di Stato a cui era invitato il Presidente degli Stati Uniti allora Donald Trump III Junior accolto nella capitale Partenopea dal Presidente Emerito Giorgio Napolitano in una delle sue ultime uscite pubbliche.

Una pizza di straordinaria importanza fu la pizza Ufo. Nel XXVIº secolo infatti Ciro Li Chen Esposito si ispirò al primo contatto con gli alieni avvenuto in quei tempi e creò una pizza gonfia al centro e sottile ai bordi, il contrario della tanto vituperata pizza canotto che furoreggiò all’inizio del XXI° secolo. Purtroppo poi Ciro fu rapito dagli stessi alieni per aprire una pizzeria transgalattica su Beltegeuse e la pizza Ufo fu relegata a mera curiosità.

Altro momento catartico fu l’introduzione della pizza a scacchi che imperversò nel XXVIIº secolo, come reazione alla pizza a spicchi nata alla fine del XX° secolo in Veneto. Fu un pizzaiolo di Marostica, Pepi Dimitru Trevisan, che ispirandosi alla scacchiera della famosa piazza del paese, creò una pizza quadrata e la fece a scacchi inserendo un ingrediente diverso in ogni fazzoletto. La pizza ebbe un enorme successo tanto che fu chiamata la Boris in onore del mai dimenticato campione di scacchi russo Kasparov.

Siamo dunque arrivati così alla contemporanea pizza dirigibile, come dice la reclàme “la pizza che lievita e levita”, e si consegna da sola: una volta ricevuto l’ordine on-line infatti il pizzaiolo prepara la pizza e dopo aver inserito le coordinate GPS la indirizza autonomamente al cliente, tanto è leggera e digeribile che vola nell’aere. Da qui il noto slogan “Dirigibile digeribile”.

 

 

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