Il Lago e il Battipalo - Appunti di Gola

Il Lago e il Battipalo

Pubblicato il: 29 Marzo 2018

Argomenti: Tavole

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Luoghi che evocano tempi velati dal tempo, come attraverso una fotografia di David Hamilton. Paesaggi confinati da uno sguardo finito, eppure grandioso; strade arrotolate, edifizi magnificenti, romanticismi nostalgici e concretezza contemporanea: tutto questo racchiuso in quella porzione di mondo che ruota attorno al lago. Maggiore, in questo caso, stiracchiato tra l’Italia e la Svizzera, così lungo da attraversare il confine come un liquido Passatore. Ovunque piccoli e grandi riferimenti, icone di una vita di lago del tutto particolare, che si esprime nella nota grigiazzura delle montagne sulla riva opposta, verticali nella prospettiva a specchio. I pali conficcati nei fianchi del lago sono il confine e il punto d’unione tra la terra e l’acqua, e chiamano alla memoria gite domenicali, fidanzati maninmano, famigliole, cestini da piquenique. E i moli, come quello su cui s’affaccia il ristorante. Battipalo, nomen omen.

Cristalli tutt’attorno a mostrare più che celare il luogo di Gabriele Boggio e Simona Benetti: lui Mangiafuoco gioviale in sala, a menare bottiglie con l’entusiasmo di un adolescente al primo appuntamento, lei in cucina: riflessiva tra i fornelli con pesi e contrappesi.

Cucina d’osservanza e d’impegno, con un piede nelle fresche acque del lago e l’altro in giro per il mondo: si trattasse del fritto di luccioperca e persico, gran pastella e un ketchup fatto in casa diritto e convinto; fosse il “torchon” di fegato alla veneziana, velato di susine in conserva. Pregevole il sanwich tondo che lo avvolge, come pure il punto pungente di zucca senapata.

Viene il carciofo, con tuorlo d’uovo fritto: preparazione ormai classica eseguita con rigore, ben calibrato il confronto tra le due tessiture. Vengono le lumache, ciccione e polpute, impreziosite da un punto di cottura pregevole e da un interessante burro d’erbe. Il cipollotto bruciato, comprimario intruso. Altrettanto acchiappante il pesto di asparagi e fave freschi che accompagna e sostiene la pasta all’uovo ripiena d’arcigno storione, arrotolata a girella.

Nel mezzo del cammino atterrano sul tavolo le linguine mantecate nell’aglio ursino, abbondante in questo periodo, folgorate da un croccantissimo pane alle acciughe. Piatto ecumenico e venato di intelligente ruffianismo, ti fa alzare lo sguardo in cerca della padella per vedere dov’è il seguito che ne vorresti bizzeffe. Mentre si susseguono bicchieri interessanti e interessantissimi, vengono tre cappelletti ripieni di pecora, in brodo di pecora: cento punti per l’uno e per l’altro, felice ton sur ton garbatamene ovino.

Non facile il tema Anguilla, che la Chef svolge con polpa seducente e crosticina fragrante, e una plausibile versione di saor al seguito. Opulento fidanzamento tra piccione e maiale, in una preparazione in cui traspare il mestiere ed un filo di calligrafia ma di brillante tecnica e certa compostezza. Saggezza per il dessert, lieve e fresco: un sorbetto al mandarino.

Ci si perde in chiacchiere nella Casa di Simona e Gabriele: ora che il lago si guarda attraverso le finestre. Nella bella stagione si sta sull’acqua, e t’immagini il benessere. Per il resto, è questione di persone.

Battipalo
Viale Vittorio Veneto 2, Lesa NO
tel. 0322 76069

 

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