Grk, grappoli garagisti dall'isola di Korcula, Petrusac - Appunti di Gola

Grk, grappoli garagisti dall’isola di Korcula, Petrusac

Pubblicato il: 7 Maggio 2017

Argomenti: Vino

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Non è facile trovare informazioni sull’autoctonissimo “Grk”, vitigno senza vocali che in pratica si trova esclusivamente nell’isola dalmata di Korcula. Anzi, per la precisione, in un villaggio sulla costa dell’isola. Ravanando la rete qua e là ci azzardiamo a dire che sono 30 o poco più gli ettari vitati a Grk, con commistioni con il Plavac. Filari spettinati, non certo i giardini che conosciamo, l’erba alta, i muretti a secco. Un pugno i produttori, con la loro botticella dietro casa, magari a compimento di una “konoba”, una tavola popolare dove vengono preparati i semplici piatti della gastronomia locale. Per lo più tourist oriented.

Pestrusak non fa differenza: allestisce le sue mille e poco più bottiglie di questo vino, che riesce ad essere non solo una curiosità. Più che una straordinaria consapevolezza dell’artigianalità del processo il vino qui è il risultato di una somma di fattori, tra cui l’ineluttabilità: qui si fa il vino, con il grk, e si fa così, e così sia.

La bottiglia – A.D.2014  – ha una serigrafia dorata che vuol santificare la rarità del nettare imbottigliato, non senza una virgola di ingenuità. Il colore è paglierino, non troppo pallido. Il profumo è complesso: al netto delle note esotiche, si rincorrono gli echi di miele e di fieno, e spiccate tensioni di coriandolo. Il sorso è polputo, spesso, con un attacco vigoroso e un seguito di puro succo, appena ammorbito nel mezzo. A tratti pare un puro estratto d’alghe, salino, aromatico. Sul finale poi s’ammira il colpo d’ala, il volo in uscita, vibrante e radioso. 12 soli gradi, da bere freddi ma non troppo, in fretta ma non troppo.

Nel piatto polpo alla peka, e nient’altro.

grk petrusac 14 copia

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