Gianni Tessari Durello 60, un Metodo Classico di carattere - Appunti di Gola

Gianni Tessari Durello 60, un Metodo Classico di carattere

Pubblicato il: 1 novembre 2018

Argomenti: Vino

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La Durella, nomen omen, è un’uva operaia: di spalla robusta, pellaccia coriacea, testarda a schiacciarsi e ancor più tenace a domare quella vena asprigna. Proprio per questo pare prestarsi di buona lena a costituire basi spumanti di fervida vibrazione e tensione elettrica assai spinta.

Tutto vero, a sentire Gianni Tessari, che di questa tipologia è interprete alto. Si inerpica sui sessanta mesi di riposo di questa Riserva che con mano e tempo a disposizione vuole scolpire un bicchiere composto senza imbrigliare gli spigoli di questo frutto peculiare, ricca testimonianza dei Monti Lessini.

Sorprende già dal primo istante, quando esplode la sua spuma colore dell’avorio vecchio: caldo e seducente, esuberante in volume e in generosità. Spuma tesa ma non birrosa, capace di ritirarsi in una corona sottilissima di perline filiformi, educate. Spettacolare  il profumo profondo e leggermente umbratile: piccoli frammenti balsamici che si innestano su frutta conservata, zucchero di canna, qualcosa di erbaceo e vagamente mentolato. Una bella spazzolata prima di affrontare il sorso che sarà di nuovo una sorpresa teso tra la salsedine e il finale amaricante. In mezzo un passo denso, che prende in ostaggio il palato con grazia e forza, rilasciandolo lentamente magno cum gaudio.

Bicchiere particolare e bello, da versare senza micragna su pesci bolliti  e pesci arrosto, ma che non esiterei a mescere con polenta fritta e sopressa.

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