Gelato gianduja - Appunti di Gola

Gelato gianduja

Pubblicato il: 4 Settembre 2017

Argomenti: Pietanze

Tags: , , , , ,

Gianduja fa rima con Torino e fa rima con Caffarel, che nelle pieghe dell’800 inventò questo impasto che voleva compensare la carenza di cacao dovuta alle guerre che infiammavano il mondo. Il nome del famoso cioccolatino preso dalla popolare maschera torinese, va senza dire.

Nel corso del tempo ovviamente sono nati altri usi dell’impasto con le nocciole, in pasticceria e in gelateria. Ho l’occasione di provare questa pasta di gianduja in formato professionale di produzione Caffarel. All’assaggio nature è assai poco zuccherata, con un profumo decisissimo di nocciole, un gran presa e una tenacia rimarchevole.

Preparo la base sbattendo tre tuorli con 50g di zucchero di canna Demerara, con la frusta a mano, fino a quando ottengo un ricco zabaglione crudo.

Scaldo 300g di latte intero con 100g di zucchero della stessa specie, e i semi di un baccello di vaniglia. Intiepidisco per far sciogliere lo zucchero, poi verso sulle uova sempre sbattendo. Quando tutto è ben amalgamato rimetto la casseruola al fuoco fino ad 85° circa. Aggiungo 4 cucchiai di pasta gianduja, corrispondenti circa a 100g, e lascio raffreddare.

Al termine aggiungo 200g di panna fresca. Metto in congelatore per un’ora, poi verso nel mantecatore (qui ho usato quello “mini” della Musso). Faccio andare per 30 minuti, o comunque fino a raggiungere la consistenza desiderata.

gelato gianduja - 02

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *