Fettuccine Alfredo con Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia - Appunti di Gola

Fettuccine Alfredo con Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia

Pubblicato il: 7 marzo 2018

Argomenti: fatto in casa, ricette

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Le leggendarie Fettuccine Alfredo, di cui ben due Alfredo contendono la paternità nell’Urbe. Fettuccine Alfredo che sono uno dei piatti italiani più famosi nel mondo ma non in Italia. Che senza le posate d’oro non puoi fare, sbattendo nostalgicamente le palpebre pensando alle Star di Hollywood. Ebbene sì, le abbiamo fatte, a modo nostro

Occorrente per 4 pax
200g farina 0
200g farina di semola di grano duro
4 uova
Parmigiano Reggiano 30 mesi
Burro, buono
ABTRE Bollino Aragosta
Sale

Stempero le uova nel bacile con i rebbi della forchetta, poi con la punta delle dita, poi sverso tutto sulla spianatoia ed inizio a trattare l’impasto fino a renderlo bello sodo: l’impronta del pollice deve restare, e tornare lentamente. Lo avvolgo nella pellicola e lo faccio riposare un’ora.

Al termine stendo le fettuccine. Quelli di noi che sono eroi, con il mattarello. Io invece no, e uso i rulli per ottenere uno spessore masticabile. Diciamo punto 5 o 6 su 9. Lascio asciugare le pezze regolari, ottenute ripiegando la sfoglia su di sè ad ogni scatto, per una mezz’ora circa: la sfoglia deve ancora piegarsi senza rompersi, ma essere asciutta. L’arrotolo e con un coltello lungo la taglio a fettucce, che non siano troppo regolari.

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Le calo in acqua bollente per un minuto poi le passo in una bolla d’acciaio dove ho messo un bel cucchiaio di burro a temperatura ambiente, e depongo il tutto sulla pentola spenta ma ancor svaporante. Inizio a mantecare, buttando il formaggi grattugiato fine a piccole manciate, ogni volta girando di nuovo. Quando la salsa inizia a tirare aggiungo altro burro e – con molta parsimonia – dell’acqua di cottura intiepidita con il cucchiaio.

Il movimento delle posate deve essere delicato e continuo, una rotazione “spettinata” in modo che piano piano il burro raccolga il formaggio e lo allenti formando progressivamente una deliziosa crema. Va prestata attenzione al punto di cottura che non ostante la bassa temperatura non deve andare oltre.

Ora le passo nel piatto, senza ansie d’impiattamento, e le irroro con qualche goccia di Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia Bollino Aragosta, quello più reattivo. Nel bicchiere lo sfacciato Rosè di Cantine della Volta, un Lambrusco sui generis “tirato” a Metodo Classico, degna sferza di questo sontuoso piatto.

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Un commento a Fettuccine Alfredo con Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia

  1. Ines Di Lelio ha detto:

    STORIA DI ALFREDO DI LELIO, CREATORE DELLE “FETTUCCINE ALL’ALFREDO” (“FETTUCCINE ALFREDO”), E DELLA SUA TRADIZIONE FAMILIARE PRESSO IL RISTORANTE “IL VERO ALFREDO” (“ALFREDO DI ROMA”) IN PIAZZA AUGUSTO IMPERATORE A ROMA

    Con riferimento al Vostro articolo ho il piacere di raccontarVi la storia di mio nonno Alfredo Di Lelio, inventore delle note “fettuccine all’Alfredo” (“Fettuccine Alfredo”).
    Alfredo Di Lelio, nato nel settembre del 1883 a Roma in Vicolo di Santa Maria in Trastevere, cominciò a lavorare fin da ragazzo nella piccola trattoria aperta da sua madre Angelina in Piazza Rosa, un piccolo slargo (scomparso intorno al 1910) che esisteva prima della costruzione della Galleria Colonna (ora Galleria Sordi).
    Il 1908 fu un anno indimenticabile per Alfredo Di Lelio: nacque, infatti, suo figlio Armando e videro contemporaneamente la luce in tale trattoria di Piazza Rosa le sue “fettuccine”, divenute poi famose in tutto il mondo. Questa trattoria è “the birthplace of fettuccine all’Alfredo”.
    Alfredo Di Lelio inventò le sue “fettuccine” per dare un ricostituente naturale, a base di burro e parmigiano, a sua moglie (e mia nonna) Ines, prostrata in seguito al parto del suo primogenito (mio padre Armando). Il piatto delle “fettuccine” fu un successo familiare prima ancora di diventare il piatto che rese noto e popolare Alfredo Di Lelio, personaggio con “i baffi all’Umberto” ed i calli alle mani a forza di mischiare le sue “fettuccine” davanti ai clienti sempre più numerosi.
    Nel 1914, a seguito della chiusura di detta trattoria per la scomparsa di Piazza Rosa dovuta alla costruzione della Galleria Colonna, Alfredo Di Lelio decise di aprire a Roma il suo ristorante “Alfredo” che gestì fino al 1943, per poi cedere l’attività a terzi estranei alla sua famiglia.
    Ma l’assenza dalla scena gastronomica di Alfredo Di Lelio fu del tutto transitoria. Infatti nel 1950 riprese il controllo della sua tradizione familiare ed aprì, insieme al figlio Armando, il ristorante “Il Vero Alfredo” (noto all’estero anche come “Alfredo di Roma”) in Piazza Augusto Imperatore n.30 (cfr. il sito web di Il Vero Alfredo).
    Con l’avvio del nuovo ristorante Alfredo Di Lelio ottenne un forte successo di pubblico e di clienti negli anni della “dolce vita”. Successo, che, tuttora, richiama nel ristorante un flusso continuo di turisti da ogni parte del mondo per assaggiare le famose “fettuccine all’Alfredo” al doppio burro da me servite, con l’impegno di continuare nel tempo la tradizione familiare dei miei cari maestri, nonno Alfredo, mio padre Armando e mio fratello Alfredo. In particolare le fettuccine sono servite ai clienti con 2 “posate d’oro”: una forchetta ed un cucchiaio d’oro regalati nel 1927 ad Alfredo dai due noti attori americani M. Pickford e D. Fairbanks (in segno di gratitudine per l’ospitalità).
    Un aneddoto della vita di mio nonno. Alfredo fu un grande amico di Ettore Petrolini, che conobbe nei primi anni del 1900 in un incontro tra ragazzi del quartiere Trastevere (tra cui mio nonno) e ragazzi del Quartiere Monti (tra cui Petrolini). Fu proprio Petrolini che un giorno, già attore famoso, andando a trovare l’amico Alfredo, dopo averlo abbracciato, gli disse “Alfré adesso famme vede che sai fa”. Alfredo dopo essersi esibito nel suo tipico “show” che lo vedeva mischiare le fettuccine fumanti con le sue posate d’oro davanti ai clienti, si avvicinò al suo amico Ettore che commentò “meno male che non hai fatto l’attore perché posto per tutti e due nun c’era” e consigliò ad Alfredo di tappezzare le pareti del ristorante con le sue foto insieme ai clienti più famosi. Anche ciò fa parte del cuore della bella tradizione di famiglia che continuo a rendere sempre viva con affetto ed entusiasmo.
    Desidero precisare che altri ristoranti “Alfredo” a Roma non appartengono e sono fuori dal mio brand di famiglia.
    Vi informo che il Ristorante “Il Vero Alfredo” è presente nell’Albo dei “Negozi Storici di Eccellenza” del Comune di Roma Capitale.
    Grata per la Vostra attenzione ed ospitalità nel Vostro interessante blog, cordiali saluti
    Ines Di Lelio

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