Crljenak Stina 2012, sangue di Brač - Appunti di Gola

Crljenak Stina 2012, sangue di Brač

Pubblicato il: 21 Giugno 2016

Argomenti: Vino

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Le vigne strette precipitano quasi verticali nel mare. Guardano Hvar e il sole da mane a sera, e ne distillano forza e sostanza. Nella cantina storica di Bol si fanno vini intensi, potenti: il progetto non è una piccola idea artigianale, ma un importante movimento di capitali che ha previsto ristrutturazioni e nuovi impianti.

Questo flacone invece è infuso di Crljenak, un vitigno che condivide, fors’anche più da vicino, la genesi del Primitivo e dello Zifandel: in altre parti della Croazia, ad esempio nella penisola di Sabbioncello, diventa Plavac Mali. Anzi c’è chi dice che lo Zifandel è il Primitivo tradotto da Gioia del Colle, dove arrivò appunto dalla Croazia. A noi che stappiamo e beviamo, importa solo di trovare assonanze nello stesso universo gustativo.

Questo vino conosce il legno, ma ha muscolo e nerbo bastante da contrastarlo. E alcol, certamente. È nero, sanguinoso, schizzato di tinte scarlatte. Profuma d’abisso e di rosso, profuma di vino e di cantina, profuma di fumo, di carbone, di cartelle di medici condotti, di colletti inamidati, di domeniche in piazza e di anni bisestili.

L’assaggio fucila la papilla con un tannino fumigante; la massaggia con una polpa nervosa e piezoelettrica; la maltratta con un finale urlato d’acidi. Dà il meglio di sè con spiedi selvatici, carni ovine arrostite, polpettoni lesti e sugosi. Conviene mandarlo in tavola appena rinfrescato dalle calure.

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