Carignano del Sulcis Il Bio, sangue di Sant'Antioco - Appunti di Gola

Carignano del Sulcis Il Bio, sangue di Sant’Antioco

Pubblicato il: 13 Giugno 2018

Argomenti: Vino

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Da un appezzamento grande quanto un campo di calcio disegnato sulla sabbia di mare sull’isola di Sant’Antioco, gli alberelli “con i piedi nell’acqua” producono un paio di grappoli di uva Carignano cadauno rimpinzati di sole, sale, sardegna e sudore. Il risultato è un flacone di vino perfettamente inscritto nel tipo, ma capace di caratterizzarsi in modo spiccato.

Vero: le dune sono l’ambiente, e il mare si vede non all’orizzonte ma proprio dietro la scarpata. In mezzo i profumi travolgenti della macchia, così forti da tenere svegli i dormienti e da addormentare gli insonni. Nel bicchiere il vino è sanguigno, oscuro nel petto e ribollente di brilluccichii porpora sul bordo. Ha profumi vigorosi, in cui le parti più intense si fronteggiano gagliardamente: le eccezioni balsamiche del mirto e del rovo, la polpa della mora e della susina, il fervido calore del tratto animale. Totale, un abbraccio espansivo e largo.

Nel sorso però la composizione classica del Carignano viene violata, anticipando la folgorante spazzolata alcolica con un brivido elettrico, che da solo vale l’assaggio, e conduce verso un finale letteralmente eterno. E lo vorresti in tavola con pecorini immensi, braci di carne, fors’anche selvatica.

NdA: I più conosceranno Tessa Gelisio per la sua carriera catodica, e per il suo spiccato spirito ambientalista che in vero vive con partecipazione passione: il suo attaccamento alla terra e all’integrità dei suoi prodotti è uno dei fattori chiave di questo interessante bicchiere, per ora prodotto in poco più di duemila bottiglie.

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