Barolo di Principiano, Serralunga '12 - Appunti di Gola

Barolo di Principiano, Serralunga ’12

Pubblicato il: 14 Settembre 2017

Argomenti: Vino

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Finalmente rovescio la bottiglia nel bicchiere. Una sera da -20 di gradiente termico dal mezzodì, causa fortunale con grandine e ventosità screanzate, evisceri il tappo dal flacone e ti siedi a guardare.

Questo è tra i  Barolo quello che vorrei ogni volta: Principiano dice. Rubino serio, scarico ma intenso. Come a dire che la luce passa, ma una piccola parte la tiene per sè, a impreziosire quel riflesso bruno, il ricordo di copricapi di funghi porcini o il mantello di castagne marroni. Ma finisse qui, la rappresentazione sarebbe solo bellissima: ma se contamini il cristallo con il naso, allora si scatena la configurazione dello straordinario.

Al principio, sono più i fiori che si palesano. Al principio è il garofano. Il geranio. E il gambo dei fiori recisi. E poi – se passa il tempo – compare l’evidenza di un tappeto tenuto bene, fresco ed aereo. E poi l’istinto animalesco, e poi la stoffa in pezze, e poi l’asfalto arroventato, e poi – in finale – la buccia di una susina, conclusiva.

Berlo, a questo punto della faccenda, diventa quasi superfluo, e per questo definitivamente necessario: un sorso dal piglio di meteorite, tutto il granito e i sassi e tutto: e poi l’alcol come una spazzolata, e i tannini come una striglia, e il finale come lo schiocco di una frusta, e in mezzo l’esaltazione senza condizioni di un sorso seducente, imperioso, quasi schiavizzante. Bevi e soccombi, t’arrendi, decadi. Il vino è parabola, e vince, e sopraffà, e tu – vinto – porti ancora la mano al bicchiere, e alla bottiglia e sorridi, ebbro di bellezza e di felicità.

Lo vuoi con una tagliatella bella e i funghi, oppure una carne rossa cotta benissimo.

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