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Suor Germana, chi era e i motivi per riscoprirla (Millennial e Generazione Z inclusi)

Data pubblicazione 11.03.2020
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Trentadue ristampe, 2 milioni di copie vendute, 3mila ricette. È morta la cuoca discreta che prima di MasterChef ha portato la cucina in tv e tutti dobbiamo sapere chi era. E continuare a cucinare i suoi piatti.

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Capelli alla maschietta e grembiule bianco. È una delle istantanee che ritraggono su YouTube l’amata Suor Germana, al secolo Martina Consolaro, scomparsa il 7 marzo 2020, nel comune di Sumirago (Varese), all'età di 81 anni.

Nel mezzo di un’Italia in emergenza Coronavirus, i funerali in forma privata non hanno fermato i tanti saluti sui social. Vi raccontiamo chi era e perché è utile riscoprire Suor Germana, specie per i più giovani.

  • 1. FOODBLOGGER E INFLUENCER IN CARRIERA

    Fare dei fornelli un lavoro, quando ancora la moda del food non era scoppiata. Suor Germana c’era riuscita. Soprannominata “La cuoca di Dio”, era una religiosa, autrice di una ventina di libri di cucina di successo e volto del piccolo schermo tra gli anni ‘80 e ‘90.

    L'INFANZIA E GLI INIZI - Nasce in una famiglia poverissima a Crespadoro, nel vicentino, il 3 luglio 1938, da madre contadina e padre boscaiolo. Entra diciannovenne tra le suore del Famulato Cristiano, fondate con il fine di tutelare le giovani lavoratrici. Nel 1958 viene assegnata a una scuola per fidanzati, dove insegna cucina al Punto Familia di Torino, un centro dove si risolvevano le controversie tra marito e moglie.

    IL SUCCESSO, PER CASO - Il suo primo libro di ricette lo scrive nel 1983, "Quando cucinano gli angeli"(Edizioni Piemme), tradotto in oltre 16 lingue e ristampato 32 volte. Segue dal 1987 la pubblicazione annuale dell'Agenda casa di suor Germana (De Agostini, dal 2001): compendio di buone norme dell’economia domestica. All’attivo collaborazioni con Radio Maria e con le riviste Famiglia Cristiana e Visto. Grazie al critico gastronomico Edoardo Raspelli, che per primo la segnala in Rai, Suor Germana partecipa a numerose trasmissioni tv, tra cui il Festival di Sanremo del 1999 condotto da Fabio Fazio. E cucina anche per papa Giovanni Paolo II in visita a Torino, puntando su un piatto semplice ed economico: la trota salmonata al cartoccio. Tra i suoi soprannomi? La Vissani del Vaticano.

  • 2. FEMMINISTA (A MODO SUO)

    “Parità di diritti, parità di rovesci”, sottolinea nel video, che riportiamo da You Tube, Suor Germana, prima di iniziare la sua lezione di cucina a una coppia di fidanzati. Le sue sono infatti ricette per donne ma anche per uomini. Il suo motto “se lo vedi triste non fare discorsi, ma mettiti ai fornelli” vale sia per lui che per lei, come dichiarò Suor Germana, lungi dall’essere etichettata sessista.

  • 3. CUCINA ANTISPRECO, SALVACOPPIA E SALVAFAMIGLIA

    Diceva di aver salvato 100 mila matrimoni. Cucinare bene ricette veloci, facili, economiche. Sembrano le parole chiave oggi tanto digitate su Google, ancora di più in questi tempi di casalinghitudine forzata. Le ricette di Suor Germana (3000, tutte provate) sono così. Certamente vintage e a volte bizzarre. “Non c’è niente di meglio che stare insieme ai fornelli per durare a lungo”, era una delle sue celebri frasi. 

    I nomi dei piatti? A volte particolari, come i tortelli acchiappasuocera: “un primo così originale che la mamma del marito vorrà di certo copiare e quindi cercherà di farsi amica la nuora. Così si crea la pace familiare”, aveva dichiarato. Negli ultimi anni, passati in casa di riposo, raccontava: “Mi alzo già alle 2 o alle 3 del mattino e scrivo i testi per l’agenda, perché, sa, in cucina bisogna essere creativi per utilizzare ogni avanzo e non sprecare nulla. Sarebbe peccato!”.

  • 4. CUOCA POP PRE-MASTERCHEF

    Cosa avrebbe detto oggi Suor Germana ai cuochi star di MasterChef? Forse di abbassare la voce e sorridere di più, lei che usava lo scalogno ben prima di Cracco. Lei che ancor prima delle suor Cristina da talent show aveva dimostrato di avere l’ X factor. Infatti, quando arrivò nel ‘58 a Torino al Punto Familia non sapeva ancora cucinare e mise in padella un’anguilla viva e quella povera bestia scappò subito, come lei stessa ricordò. Ma con l’impegno Suor Germana migliorò.

  • 5. STILE DA VENDERE

    Ora vanno di moda gli youtuber e gli influencer, che in modalità selfie improvvisano e straparlano in camera, ma volete mettere con lo stile di Suor Germana? Il paragone non regge. Dal linguaggio - colloquiale e amichevole - al fare disinvolto, condito da dritte chiare e schiette molto calzanti -  “Usate le mani. Tanto sono ben lavate”. Il tutto con quel tono di voce tranquillo, dolce, rassicurante. Lontano anni luce dalle urla dei programmi tv. E poi? Suor Germana appariva sempre ordinata e pulita. Apparentemente disincantata, estremamente pratica. 

  • 6. CONTEMPORANEA

    La sua Agenda venne pubblicata anche nell’ex Unione Sovietica e lei vi inserì la parola perestrojka. “Oltre alle ricette io metto consigli pratici. Durante gli Anni di piombo spiegavo come comportarsi in quel periodo buio”, spiegò. Consigli sul risparmio inseriti a fianco delle ricette, perché “La famiglia non è solo una questione sentimentale, ma ha una natura più pratica che spesso dimentichiamo, tutti presi con l’ansia di ricucire l’amore, di far funzionare il sesso eccetera. Pensiamo, uomini e donne, a mandare avanti la casa, vedrete che anche il resto funzionerà”. 

  • 7. TENACE, IRONICA, SORRIDENTE CON LE SUE FRAGILITÀ

    Le difficoltà non sono mancate nella vita di Suor Germana: dai tedeschi che le puntarono un fucile nella pancia durante la guerra alla depressione affrontata e superata nel 2002.

    E pensare che dietro al suo successo ci fu un grande iniziale sconforto: quando nel 1958 le dissero di tenere i corsi di cucina per fidanzati si mise a piangere: “Non sapevo nemmeno da che parte cominciare. Poi mi resi conto che potevo mettere a frutto la mia esperienza: le ragazze di città non sapevano nemmeno rompere un uovo mentre io, figlia di contadini, avevo imparato a preparare da mangiare con quello che c’era a disposizione”, dichiarò. 

    Alla domanda “Lei si è mai innamorata?” rispondeva:" E secondo lei a me, abituata a Dio, basterebbe un suolo uomo?"

  • 8. LE RICETTE PER COMINCIARE CON CONSIGLI ANNESSI

    Le sue - Ricette fondamentali per andare d’accordo in famiglia -  in giorni di “reclusione” potrebbero servirvi. Ad esempio, potreste iniziare dagli antipasti – Bocconcini fantasia – un nome  derivato dal fatto che ci si mette quelle che vi piace. Vi servono stecchini, formaggio “resistente” che non cola, insalatina, un fagiolo, un ravanello. Oppure? Fate i Crostini ai formaggi con il burro. Tra i primi provate “le cartucce della suocera”, penne rigate, salsa di pomodoro, panna liquida, prosciutto cotto, pecorino e il parmigiano alla fine. Soprannominate così perché rientrano tra i piatti buoni della suocera fatti per far tornare il figlio ancora a casa, nonostante si sia sposato. Ecco, voi fatele per non farlo scappare. E poi? Ci sono i secondi di Suor Germana, come il tacchino tonificante, un piatto di "alta cucina"alla portata di tutti, con pancetta, funghi e melograno. Senza dimenticare dessert, come la torta Ortisei, una torta di mele e uvetta per finire in dolcezza.  

    Insomma, lavatevi le mani e cucinate, ricordando il motto di Suor Germana “Se Dio ci ha creati con il cuore vicino allo stomaco, un motivo ci sarà!”. Fate bene al vostro cuore. Magari ne uscirete più grassi. Per fare un po' di palestra ci sarà tempo

     

     

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