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Risate in quarantena: le frasi più irriverenti

Data pubblicazione 16.03.2020
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Continuare a ridere si può, anche se la situazione è seria.

In questi giorni di reclusione obbligatoria causa coronavirus, una delle poche cose che si possono fare è infatti stare sui social. Un'altra cosa che si può fare - che si deve fare - è provare a non perdere il buonumore.

E non a caso, pur non mettendo in discussione la serietà della situazione, girano su Facebook e sugli altri social network meme e battute, frasi per sdrammatizzare: provengono da comici professionisti come da account qualsiasi; da social media manager di aziende che hanno fatto dell’humor la cifra della propria presenza online, ma anche dall’anonimo popolo dei meme. Ne abbiamo raccolti una decina. Vediamoli insieme:

  • 1. Barricato in casa

    Il tema dominante in questi giorni è uno solo: l’obbligo di non allontanarsi dal proprio domicilio se non in caso di stretta necessità. Per procurarsi beni alimentari, innanzitutto: ma la grappa o il vino affinato nelle botti piccole rientrano tra i generi di prima necessità? Senz’altro.

  • 2. La riconquista di Conte

    Gira un’immagine della TV ceca che nell’infografica parla dell’Italia, chissà perché, indica con lo stesso colore della nostra nazione Istria e Dalmazia. L'ironia della pagina fake dedicata al premier è stata immediata.

  • 3. Il figlio immaginario

    Ovviamente si fanno notare i primi segni di "instabilità" mentale: proprio quando sembrava che stesse andando tutto bene…

  • 4. Stiamo tutti bene

    L'isolamento forzato ci sta mettendo a dura prova, un po' a tutti. E' necessario, ci hanno raccomandato. Noi obbediamo, e nel frattempo ci facciamo nuovi amici tra le mura di casa. E di questi tempi il frigorifero che ci "sfama", e apriamo molto spesso, diventa il nostro best friend.

  • 5. La birra è mia

    Eccolo, uno dei social media manager più apprezzati d’Italia: quello della birra Ceres. La battuta è ancora sulla distanza di sicurezza da tenere per evitare che il virus passi da persona a persona, ma il metro di paragone è la birra.

  • 6. Il mondo all’incontrario

    Capita che i più ligi all’obbligo di non uscire dalle mura domestiche se la prendano con quelli che fanno i furbi e pensano di poter fare più di una eccezione. Paradossalmente, sembra che i giovani siano più attenti, anche se rischiano di meno, e gli anziani più spericolati.

  • 7. Prezzo civetta

    Continuano le code ai supermercati: ci sarà un virus che si trova solo nei discount?

  • 8. Domanda inutile

    Quando si comunicava con i telefoni fissi, la prima domanda dopo il “Pronto” di chi alzava la cornetta era: “Parlo in casa …?”. Domanda inutile ai tempi dei telefoni mobi-li, quando ha più senso chiedere la collocazione geografica dell’interlocutore. Almeno fino a ieri.

  • 9. La rivincita degli introversi

    Nei primi giorni di clausura, sono venuti fuori tutti gli introversi e i pigri, a dire “ma io non uscivo neanche prima!”. Adesso però anche loro…

  • 10. Ci voleva la pandemia

    Giornate infinite in casa, tempo per cucinare le ricette slow che non abbiamo mai modo di fare. Certo avremmo preferito arrivarci spontaneamente, ma vediamo di cogliere l’opportunità e guardare il lato positivo.

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