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5 Questioni sul wi-fu: Francesco Zonin

Data pubblicazione 13.01.2009
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Zonin, che dice tutto a tutti. A primo acchito - e mi perdonerà, lui, l'ardire - sembrava che quel blog dal titolo caramelloso Wine is Love fosse un insipido intervento di marketting, di quelli costruiti a tavolino dalle agenzie in gamba. Invece prima l'iniziativa del Wine Tasting Panel, poi una certa disponibilità al dialogo mi hanno fatto sorgere il dubbio che dietro la faccenda ci fosse, che so, un essere vivente.
Allora con tutto il mio corredo di fazza di bronzo ho chiesto allo Zonin Francesco di partecipare a questo mio giuoco delle 5 domande: sorpresa!, ecco qui le risposte, ed interessanti assai.  Il maiuscolato è dell'Intervistato.
PS.: da oggi la mescita sarà solo BTG.

Grande crescita commerciale ma anche grande crescita qualitativa. Dopo la sbornia dei prezzi, gli scandali e le cantine piene. Dov'è arrivato e dove sta andando il vino italiano?
La risposta dovrebbe essere ancora più articolata di quanto lo sarà, perchè il vino è uno di quei pochi prodotti che ha al proprio interno una segmentazione di consumo e di prezzo assai ampia. Non c'è dubbio che l'Italia abbia fatto negli ultimi 20 anni un salto qualitativo senza precedenti e probabilmente difficilmente replicabile da altri Paesi.
La qualità ERA condizione necessaria e sufficiente per ottenere il meritato successo sul mercato. OGGI la qualità è pura condizione necessaria per presentarsi al mercato, ma non è più sufficiente.
Gli operatori danno per scontato che il vino sia buono. Oggi la condizione sufficiente si chiama DISTRIBUZIONE e COMUNICAZIONE. Il mondo del vino (mi riferisco al mercato mondiale di consumo) può essere visto come una clessidra, alla cui base ci siamo noi produttori (circa 35.000 solo in Italia), dalla parte opposta siedono i consumatori (italiani, americani, giapponesi, ecc...), in mezzo c'è la distribuzione.
Ora, mentre la numerica dei produttori e consumatori cresce, quella dei distributori diminuisce, ed in maniera esponenziale negli ultimi anni. Questo porta ad una naturale selezione dei marchi che avranno ACCESSO AL MERCATO, per cui se il focus dei molti produttori è stato concentrato sulla qualità dei propri prodotti, oggi gli stessi dovranno focalizzarsi parallelamente sulla propria rete distributiva e gestire in modo più moderno e manageriale i rapporti con i propri partners in Italia e nel mondo.


Cuochi superstar, cuochi in TV. Grandi personalità di spicco, ma ancora troppi locali omologati. Dov'è arrivata e dove sta andando la ristorazione italiana?
Da produttore non posso che ringraziare la ristorazione italiana per quanto ha fatto per la diffusione e la cultura del vino di qualità in Italia e nel mondo. Come il settore enologico, quello della ristorazione è stato ed è tuttora in una movimentata fase di cambiamento, ma credo che le direzioni intraprese siano molto simili. Si punterà a materie prime di grande qualità, legandosi alla tradizione ed al territorio ma tenendo sempre un occhio aperto al futuro e alle nuove tendenze.

Continua a crescere il numero dei siti e dei blog dedicato al Wine & Food. Che c'azzecca l'Internet con l'enogastronomia?
Da quest'anno ce n'è pure uno in più... Il mio! Scherzi a parte, credo Internet stia portando enormi benefici sia al consumatore che può condividere le proprie esperienze e i propri pareri, sia ai produttori/chef che hanno un dialogo diretto e senza filtri con i propri clienti/consumatori. Io ad esempio sto costruendo un dialogo con sommelier, critici, ristoratori, altri produttori, appassionati di vino in un modo che non sarebbe stato possibile prima di Internet.

E' un fatto: c'è la legge e ci sono i controlli. Si può discutere nel merito, ma intanto i consumi di vino al ristorante crollano. Quali proposte concrete?
Siamo uno dei pochi Paesi al mondo dove il BTG (By the Glass) non è una pratica molto diffusa. Credo che un bicchiere di buon vino di qualità durante il pasto o la cena faccia parte della nostra cultura e rientri dentro i giusti limiti. Inoltre penso anche alla persona che accompagna il guidatore e non sarà tenuta a guidare ma che non si permette di stappare una bottiglia (o una mezza bottiglia). Basterebbe fare un piccolo test, ma se funziona in tutto il mondo non capisco perchè non debba funzionare nella patria del vino, purchè di qualità.

Prospettive, politica, cultura. Ma di cosa non può fare a meno l'enogastronomia italiana?

Di tante chiacchiere che non portano a niente. Abbiamo solo bisogno di fatti, ed in fretta.

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