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10 vini economici, ecologici e buonissimi!

Data pubblicazione 19.03.2020
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Mala tempora currunt, che tradotto in un italiano contemporaneo sarebbe "son tempi duri". E non c’è bisogno di aggiungere altro: se non che ognuno prova a lenire il quotidiano senso di straniamento con i mezzi a disposizione, o quelli che si può procurare senza abbandonare il guscio protettivo di casa.

Chi rimette mano ai libri, chi saccheggia la videoteca, chi cucina ogni giorno piatti di Alain Ducasse, chi assalta bottiglie millenarie in cantina.

C’è una "terza via": bere responsabilmente in quantità e in qualità, e darsi un limite di spesa che anche se può apparire arcigno può dare almeno due soddisfazioni. La prima, il piacere della ricerca, la seconda, sentirci intelligentissimi con un sorso curioso, insolito, appagante, o semplicemente buonissimo.

I vini che abbiamo scelto sono rigorosamente in ordine casuale, e obbediscono a una unica regola: non più di 10 Euro allo scaffale. Non indichiamo l’annata per scelta: stappate e divertitevi, per diventare i nuovi Master of Wine c’è tempo.

 

  • 1. Marta Valpiani La Farfalla Forlì Sangiovese

    Strappando le uve della Terra del Sole alla deriva tondeggiante, grossa e profonda dei vini romagnoli, Elisa Mazzavillani ha portato una ventata di novità sia per la sua visione artigianale della produzione sia per il tocco leggero: La Farfalla omaggia il nome con un sorso preciso e diretto, non privo della spigolosità del vitigno. Versatile, si fa amare con primi di pasta fresca e sughi allegri.

  • 2. Fattoria San Lorenzo Verdicchio di Gino Verdicchio dei Castelli di Jesi

    "Gino" sta alla produzione della Fattoria come il carattere generoso senza ostentazione di Natalino Crognaletti sta alle sue uve: campione nel rapporto soldi/felicità, pur essendo il vino d’entrata ha un bel passo, un corpo seducente e un profumo che conquista. Fulgida espressione di territorio, va gustato sui fritti di paranza.

  • 3. Basilisco Sophia Basilicata Bianco

    La Basilicata del vino fa rima quasi baciata con Aglianico del Vulture, di cui la cantina Basilisco è schietto portavoce. Nella fascinosa cantina di tufo a Barile si produce anche un piccolo convincente bianco a base d’uve Fiano, con un saldo di altri vitigni aromatici. Un delicato connubio di fiori e spezie che trionfa con zuppe di verdura e paste fresche.

  • 4. Cantine Barbera Tivitti Menfi Inzolia

    Marilena Barbera è una viticultrice atipica: siciliana doc ma cittadina del mondo. Ha virato la sua cantina in direzione di tecniche di coltivazione e vinificazione rispettose, con l’ossessione della territorialità. La DOC Menfi – in provincia di Agrigento - è la bandiera di questo angolo di Sicilia, sventolata con le uve storiche di varietà Inzolia, coltivate e raccolte in un vigneto a pochi passi dal mare. Teso, agrumato, sapido, è perfetto con i crostacei crudi.

  • 5. Valentina Cubi Iperico Valpolicella

    L’Iperico di Valentina Cubi è il rosso di Valpolicella “possibile”. Biologico da sempre, supportato anche da tecniche biodinamiche, si appoggia ai vitigni storici della zona di Fumane, tra Rondinella e Corvina. La vinificazione in punta di fioretto – travasi, acciaio e subito in vetro – consente di esprimere appieno l’idea stessa di bevibilità pronta. Il corpo leggero, tinteggiato di fiori e frutta rossa, accompagna carni alla brace ma anche un baccalà ben fatto.

  • 6. Morellino di Scansano Spineto Erik Banti

    È anche grazie all'ottima trattoria che conduceva in Montemerano negli anni 80 che Erik Banti è considerato il pioniere del Morellino, da prima che diventasse diffuso e popolare. Questo "Spineto" è ottenuto da uve Morellino e un saldo di altri vitigni locali, non conosce legno e riposa almeno un anno prima di colpire il mercato. Ha il mallo di noci e i frutti rossi, un sorso robusto e persistente sui tannini vellutati, e finisce bene con arrosti d’agnello.

  • 7. Barbera Monferrato Oreste Buzio

    La visione di Oreste Buzio attorno alla Barbera è limpida: un sorso schietto e immediato, gagliardamente ruspante. Un rosso quotidiano, duttile negli abbinamenti e leggiadro nella bevuta. Il profumo riporta i frutti neri, il gusto ha uno slancio fresco e disinvolto. In tavola fa bella figura con paste ripiene ben condite e pietanze impegnative.

  • 8. Rosso Provincia di Pavia Castello di Stefanago

    L’Oltrepò Pavese è una delle più antiche e vocate zone di produzione dell’Italia vinicola, eppure esce spesso maltrattata e mortificata da espressioni di qualità nebulosa. Giacomo Baruffaldi ha un chiaro progetto vinicolo basato su fermentazioni spontanee e metodi antichi. Questo Rosso nasce dalle uve tradizionali – Croatina e Uva Rara – e internazionali (Merlot). Il sorso lieve spinge l’abbinamento anche con pesci d’acqua dolce in umido.

  • 9. Valdobbiadene Prosecco "Frizzante Naturalmente" Casa Coste Piane

    Esiste un "altro prosecco", ed è quello prodotto con metodi artigianali, lontani dalla comune percezione di questo vino. La rifermentazione in bottiglia indirizza questo "Frizzante" verso lidi assai differenti dalla piacevolezza levigata: mele, fiori bianchi in un’asciuttezza che conduce ad un sorso rustico, sincero nel bicchiere e sulla tavola. Perfetto per una merenda di polenta fritta e soppressa tagliata a mano.

  • 10. Frisant Bianco Rio Rocca Il Farneto

    Ribelle a ogni classificazione, il "frisant" de Il farneto s’ottiene da uve Spergola e Sauvignon coltivate in territori collinari della provincia di Reggio Emilia. Quella "s" del nome va pronunciata dolce per significare frizzante. Un vino da sete, tutto virato al frutto bianco, ai fiori di campo, e alla sapidità dell’effervescenza. Semplice e spettinato, trasforma l’incontro con il gnocco fritto* in un giorno memorabile.

    di Stefano Caffarri


    *per la grammatica e per l’Accademia la lezione corretta è "lo gnocco", si sa. Ma a Reggio Emilia esiste solo "il" gnocco fritto, e chiunque chieda "lo" gnocco sarà deriso.

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