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Il Cannonau (anche) dolce di Tonino Arcadu

Data pubblicazione 09.03.2012
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VOTO MEDIO
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DI FABIO D'UFFIZI
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Il Cannonau (anche) dolce di Tonino Arcadu
"Come se dovessi per forza collezionare pregi per dormire in questo harem, questo harem di sguardi uguali" Harem, Erica Mou

Conoscere Tonino Arcadu è un'esperienza ragguardevole. Nei suoi occhi riconosci quel lampo di luce ipnotica ma accecante di chi è certo di avere la ragione dalla sua. Il fatto misterioso è che dopo pochi minuti che lo ascolti, dentro quella danza tutta barbaricina fatta di vocali strette e doppie lunghe, credi anche tu, inevitabilmente, che la ragione stia proprio nelle parole di quest'uomo, nelle sue idee, nella sua smisurata passione per il Nepente, per Oliena, per l'Isola. Quando ti racconta, con affettuosa disperazione, di quei rossi sardi tuttifrutti, addolciti di legno, languidi, con gli sguardi uguali dietro quel velo fitto che di misterioso ha ben poco, tu rimani lì, tra la sorpresa e la realtà, la vergogna e la voglia di giustizia, schiacciato da una verità che comprendi, ma che per comodità sentimentale non vuoi riconoscere.

Gostolai, la cantina di Arcadu, produce vini personali, schivi, potenti, a volte difficili e quindi, mai come in questo caso, territoriali. Il Su Gucciu ad esempio è un vino complicato, dolcemente duro, severo, non colleziona pregi, che di ruffiano non ha neppure l'etichetta: quel nero e quel viola che ti graffiano l'occhio e quel dolce che pare una minaccia più che una promessa. Le uve Cannonau sono pinzate sui loro tralci e fatte stramaturare finchè non si decide che quel supplizio, quel sacrificio necessario, debba finire. Una volta deposte, vengono spremute quel poco che è concesso, fermentano, ribollono, riposano in contenitori che per caso sono di rovere stanco. Il 2005 ha ancora il tannino che ti zittisce i pensieri, che scavalca ogni aspettativa, sospinto da quello zucchero alcolico e profumato che sa di mora e mirto, castagna e noce amara. La testa vola alle feste di paese, ai velluti, alle fisarmoniche impazzite, alle maschere e ai fuochi, agli scialli colorati che ballano in tondo e alle narici dei maschi che si allargano sbuffando vapore, che nelle vene ribolle sangue e Cannonau.

Dolce.

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