OK

IGP Rosato Salento Grecia - Paolo Leo 2014

Data pubblicazione 10.04.2015
#
VOTO MEDIO
#
#
#
#
#
DI FRANCO ZILIANI
file
VOTO
9.0
IGP Rosato Salento Grecia - Paolo Leo  2014
INFORMAZIONI
Nome Grecia
Denominazione Salento
Tipo
Anno 2014
Gradi 13
Regione Puglia
Nazione Italia
Voto 9.0
PRODUTTORE
IndirizzoVia Tuturano, 21
CAP72025
ProvinciaBrindisi
RegionePuglia
Telefono0831.635073
E-mailinfo@paololeo.it
Sitohttp://www.paololeo.it/
Mappa40.45362,17.919984
CONDIVIDI
#
#
#
#
#

L’ho già detto che è stato divertente e inconsueto in marzo degustare circa 25 rosati salentini dell’annata 2014 non in qualche masseria leccese, magari cullati dalle note della Taranta, e gli occhi coccolati dall’inconfondibile terra rossa, dalla luce inebriante, dallo spettacolo unico di olivi secolari e vecchi alberelli, dalla consapevolezza di trovarsi in una terra magica in sospeso tra due mari. Una terra dall’antichissima storia vinicola, una terra che amo come pochissime altre con la stessa stregante intensità.

Non in ero in Puglia, nell’amatissima mia Puglia (ho sangue pugliese da parte di nonna materna), mentre degustavo, bensì sul Garda, sponda veronese, dove l’ottimo Consorzio del Bardolino Chiaretto, che conto di trovare in prima fila, giusto dall’altra parte del lago nel cuore della Doc Valtenesi, terra di Chiaretto maschi a base Groppello, ad una rinnovata edizione della più antica e importante manifestazione dedicata ai vini rosati italiani, Italia in rosa (altre, pur meritorie, sono venute solo anni e anni dopo…), oltre a farci degustare in anteprima circa 60 dei propri, eccellenti Chiaretto, ha pensato bene, nel nome di una Pink revolution per ora solo annunciata ma di cui prima o poi troveremo i segni indelebili annunciati, ha pensato bene di proporci una ventina di rosati extra regionali.

Ma che dico, pugliesi, anzi salentini, figli di quella magnifica uva da rosato che è il Negroamaro, proposti dalle aziende aderenti alla benemerita associazione salentina De Gusto Salento.

Svariati di quei bravi rosatisti salentini erano presenti al banco d’assaggio, ma io ho preferito come sempre assaggiare alla cieca senza farmi influenzare dal nome del produttore, e tra i rosati di Apulia che più di hanno emozionato ho trovato quello di un produttore che ha cantina in una località che io conosco e frequento dal lontano 1994, quando me ne scesi in auto da Bergamo per visitare una decina di aziende, in Puglia e Calabria, che godevano della consulenza del re degli enologi attivi in Salento (anche se lui è irpino d’origine), il sommo, tutti in piedi per favore, Severino Garofano.

Paolo Leo
, l’azienda il cui rosato, denominato Grècìa, mi ha stregato, non è mai stata tra le cantine “garofanate”, ma rappresenta comunque una bella storia, quella di cinque generazioni di viticoltori che hanno sempre agito nella loro terra e oggi contano su una superficie vitata forte di quei 25 ettari “dove il bisavolo cominciò agli inizi del Novecento a vinificare le sue uve nella Masseria Monticello. Fu poi suo nipote Paolo Leo ad ereditare la terra e a costruire la cantina. E oggi è ancora un erede, l'omonimo Paolo Leo, a guidare la cantina, insieme a sua moglie Roberta e ai figli maggiori, Nicola e Stefano”. Primitivo, Negroamaro, Malvasia bianca e nera di Lecce: questi i principali vitigni autoctoni coltivati, anche se poi ci sono anche alloctoni come Chardonnay e Fiano, e vasta la gamma, che conta più di un rosato.

Ma questo che porta il nome di Grecìa Salentina, ovvero un’area di origine ellenica, “luogo in cui gli elementi naturali si toccano e si mescolano, di sale, di vento e di mare, in cui l’acqua, come la cultura, scorre in un reticolo sotterraneo invisibile agli occhi di chi non sa cercare e ascoltare. I 9 comuni, Sternata, Solento, Corigliano d’Otranto, Melpignano, Calimera, Malpignano, Zollino Martano Castrignano dei Greci, “che la rappresentano sono in realtà ciò che rimane di una grecità più vasta che ha profondamente influenzato e che ancora caratterizza l’inter cultura dei salentini. Grecìa Rosè vuole celebrare questa area ellefona del  Salento”.

E lo fa in maniera splendida, con un’esaltazione della grandezza del Negroamaro coltivato ad alberello pugliese, con vendemmia manuale, uva diraspata, fermentazione e affinamento in inox, e un leggero residuo zuccherino (che io preferirei ancora più basso) che non diventa mai ruffiano, ma si mantiene sempre ben teso, che trova in questo 2014 dall’etichetta evocativa splendida illustrazione.

Per un vino che potrete godere, portandolo a tavola, su qualsiasi cosa vi passi per la capa, insalate e paste fredde, antipasti a base di verdure, grigliate di verdure, melanzane alla parmigiana, orecchiette con verdure primaverili (non è più tempo per broccoletti, cime di rapa e carciofi), umidi di pesce, pizza, l’ineffabile purpu alla pignata, focacce, pesci alla griglia, e continua continua continua…

Colore splendido, un rosa antico corallo brillante vivo, naso di grande impatto e presenza, con piccoli frutti rossi accenni di erbe aromatiche, note salmastre, salato, nervoso, con bellissimo equilibrio, con attacco in bocca dinamico, sviluppo coerente e continuo di assoluta eleganza, energia e vitalità, bellissima freschezza e un corredo acido perfetto, una lunghezza che invoglia clamorosamente a bere per un rosato salentino stupendo, paradigmatico per tipicità.

Aspettami Puglia mia bella, che arrivo!



CONDIVIDI
COMMENTA


 
#
#