Luna di miele anche in cucina. Continua il feeling del dolce nettare con la morbidezza della panna, con il sapore antico del latte, con l’aroma quanto mai seducente del rum, con il piccante della frutta secca e quello consolatorio della frutta cotta.
Ecco, allora, per i nostri peccati di gola una famiglia allargata di dolci che alterna quelli classici come i tanti croccanti di mandorle e sesamo con altri più creativi come le friabili sfogliate di frutta secca al miele e rosmarino, gli innovativi gelati allo zafferano e miele di corbezzolo, le delicate creme di yogurt al miele e sapore d’avocado.
Ma, per quelle sintonie che nascono anche fra sapori contrastanti, il miele non esita a sposarsi col salato e il risultato è lo strepitoso spezzatino di coniglio con verdure che Il Cucchiaio d’Argento raccomanda. Quanto a sfizi più veloci che soddisfino il desiderio di un momento, ecco una fettina di pane appena appena abbrustolita spalmata di ricotta ricamata con un rivolo di miele di corbezzolo intensamente aromatico e piacevolmente amaro; ecco un vasetto di yogurt addolcito con due-tre cucchiai di miele d’asfodelo dall’aroma sottile; ecco una tazza di fumante tè all’arancia reso più dolce da un cucchiaio di miele al fior d’arancio e schiarito da tre gocce di limone. Infatti, la scelta dei sapori è articolata.
Vi è il miele chiamato “millefiori” perché le api lasciate libere bottinano il polline dei fiori più diversi e dai quali si sentono maggiormente attratte. Vi sono i mieli chiamati “monoflorali” perché l’apicoltore, preferendo un sapore mirato, disloca le arnie nei campi dove vi è l’albero o il fiore da lui scelto.
Infine, per la luna di miele non abbiamo ricette. La quantità di dolcezza, in amore, è soggettiva.