Per Pasquetta, come è noto, s’intende il lunedì dopo la Pasqua, giorno in cui il pic nic in campagna è quasi di rigore. Questa gita, più o meno “fuori porta”, comporta quella che una volta si chiamava “colazione al sacco”, cioè cibi e vettovaglie da tirar fuori dallo zaino (o dai borsoni o dai cesti di vimini) al momento della colazione sull’erba. Quanto ai cibi, tradizione vuole che per quanto riguarda il salato, frittate e torte rustiche siano le regine incontrastate di quasi tutti i pic nic per la loro facilità di trasporto e per la varietà di sapori che possono offrire.

Questa gita, più o meno “fuori porta”, comporta quella che una volta si chiamava “colazione al sacco”
”Senz’altro, troveranno il loro spazio anche alcune varietà di panini, le insalate fredde di riso o di pasta corta in ciotole monoporzione con chiusura di sicurezza a gancetto, le crudité di verdure (carote, finocchi, etc) già belle e pulite. Passando al gusto dolce, Il Cucchiaio d’Argento suggerisce le crostate con la marmellata, i biscotti e i biscottini fatti il giorno prima e mantenuti freschi nella scatola di latta, e naturalmente frutta fresca a volontà. E le bevande? Piano con il vino in ogni caso e, soprattutto, sapendo di dover guidare per tornare a casa; molto bene il tè freddo, i succhi di frutta senza zucchero, le bibite del gusto preferito.