Sì, sono la pesca. Sì, il frutto più seducente dell’estate. La mia polpa stilla gocce d’indicibile dolcezza. E la mia fragranza è reale tentazione. Posso essere a pasta gialla e a pasta bianca. Mangiatemi comunque!
Sono squisita frullata, spumantizzata, grigliata, sciroppata. Sono un gelato, un sorbetto, una marmellata, un’insalata dolce o salata come Il Cucchiaio d’Argento conferma. Sono dissetante (80% di acqua), dimagrante (21 calorie per 100 grammi), antiossidante (potassio, ferro, manganese).
E, dal 1899, sono anche la “pêche Melbà”, mitica invenzione del grande Escoffier dedicata a una Nellie Melba australiana, soprano dalla voce sicuramente d’angelo.Pensate, il famoso chef mi adagiò, tenera e matura, su un letto di gelato alla vaniglia e mi velò con una leggera purea di lamponi zuccherata. Che perfetta fusione di sapori! D’accordo, sfiorare il velluto della mia pelle dai colori meravigliosamente sfumati ad alcuni provoca fastidio e, addirittura, allergie. Ma non è il caso che resti esclusa dalla loro vita. La natura appende agli alberi anche pesche con la “pelle” liscia come la seta e dalla polpa più che succosa.
Fatemi a fettine, tuffatemi in un calice di vino rosso oppure bianco e, a fine pranzo, sì, sarò la vostra pesca per sempre!