Piccolo grande uovo. Pesa soltanto 60 grammi ed è un miracoloso concentrato di proteine, grassi, fosforo, calcio e vitamine. Oltretutto non ingrassa e il suo valore nutritivo è pari a 200 grammi di latte e 100 grammi di carne.
In pratica, non passa giorno che in cucina non si “rompa” uno o più uova: come base per una salsa, dalla stupenda maionese al vellutato zabaione; come legante per una crema di verdure, come “adesivo” per tutti i fritti che richiedano l’impanatura; come arricchimento di un’insalata. E poi lo esigono i dolci, gli sformati, le insuperabili paste fatte in casa.
Il Cucchiaio d’Argento lo propone in otto piacevolissime versioni, tra cui uova sode alla crema di robiola per antipasto; zuppa alla pavese come “primo”; uova soufflé come raffinata pietanza in alternativa a una più disinvolta frittata al caprino e olive nere; non manca il dulcis in fundo, ovvero il dolce alla fine del pranzo, una créme caramel al cocco dove affondare lentamente il cucchiaio.
E, a metà fra tradizione e memoria, gustiamo il ricordo dell’”uovo sbattuto” e dell’ ”uovo da bere” che tanto bene hanno fatto ai bambini di ieri ancora ignari delle golosità televisive.
L’uovo sbattuto come colazione al mattino: in una ciotola, con un cucchiaio, si montava un tuorlo con alcuni cucchiai di zucchero fino a ottenere un composto bianco e soffice poi diluito con il latte caldo.
L’uovo da bere come ricostituente ai bambini magrolini e agli adolescenti in rapida crescita: il tuorlo, adagiato in un cucchiaio, e insaporito da alcune gocce di limone scivolava in gola lasciando sul palato il pizzicorino dell’agrume …