Piccole, grandi, verdi, ramate, di un bel giallo luminoso e verdine con sfumature rosate dove il sole le ha accarezzate, crude o cotte le pere non deludono mai.
Dalle Williams ricche di succo specie nella tipologia bianca alle profumate pere Coscia ideali per farne marmellate, dalle Spadone di silhouette allungata alle tondeggianti Decane del Comizio, dalle grandi Kaiser solenni e granulose alle purtroppo sempre più rare Martine, piccine e saporite, che si lasciano mangiare solo cotte in preziosi vini rossi varrebbe la pena provarle tutte via via che l’alternanza di tre stagioni, estate, autunno e inverno le porta a tavola.
Dicono che si potrebbe scegliere almeno fra duemila varietà di pere, ma quelle più diffuse sono forse trecento, mentre la scelta per una fruttiera o per l’impiego in cucina spazia, più o meno tra i frutti, che abbiamo appena ricordato. In ogni caso occorre tener presente che questo frutto non si conserva fresco a lungo, così per gustarne il vero sapore è bene mangiarlo al momento giusto, quando la consistenza della polpa, burrosa e fondente, si scioglie in bocca.
E, infine, unitamente alle ricette e a riprova di “quanto sia buono il formaggio con le pere” Il Cucchiaio d’Argento propone ai suoi gentili visitors alcuni abbinamenti.
Per gli amanti di gusti decisi un formaggio erborinato come il fondente Cashel Blue dalla nobile muffa blu con la pera Williams, per chi preferisce il profumo di un formaggio stagionato dal sapore meno deciso, una Toma delle Valli di Lanzo tipicamente piemontese si sposa bene con la Decana, dulcis in fundo per i più esigenti un abbinamento fresco e cremoso, la delicata Robiola di capra con la famosa Kaiser.