“ Arance speciali dai nomi da commedia buffa come Tarocco, Moro, Sanguinello”
Mangiamo e beviamo le “rosse”. Sì, le arance rosse della Sicilia orientale che maturano all’ombra e al calore dell’Etna negli aranceti che si susseguono a perdita d’occhio a sud e a sud ovest del magnifico vulcano, fra le province di Catania, Siracusa, Enna e Ragusa. Arance speciali dai nomi da commedia buffa come Tarocco, Moro (dai primi giorni di dicembre fino agli ultimi giorni di marzo), Sanguinello (da gennaio a giugno), frutti che sorprendono per il delizioso sapore della loro succosa polpa vermiglia.
Lo stesso colore che si ritrova poi nelle dissetanti spremute, nelle fresche insalate dove le arance tagliate a fettine sottili si scambiano gli umori con le olive nere, con la polpa croccante dei finocchi, con gli anelli leggeri leggeri delle cipolline e quanto basta di sale e di olio extravergine, come quello fruttato del loro territorio che sprigiona un’armonica mescolanza di profumi che possono essere soltanto mediterranei. Lo stesso colore che palpita nei “geli”, gli scintillanti dolci che si gustano tradizionalmente nelle case siciliane, ma anche nelle macedonie, nelle granite, nelle marmellate. Ma di arance abbiamo anche le “bionde” che, a seconda delle ricette, diventano il valore aggiunto di una carne, di un pesce, di un risotto.
Sapori che Il Cucchiaio d’Argento ha provato per voi.