Gustose, stuzzicanti, nutrienti, economiche. Appartengono alla famiglia del “pesce azzurro”, povera per definizione, ma in realtà ricca di sostanze nutritive, tanto fosforo e tante proteine.
Sono una risorsa in primavera, stagione in cui s’apre la loro grande pesca. E, in cucina, sono sempre più che disponibili.
Che cosa si può volere di più da alici, sarde, sardine e sardelle fresche pronte in un baleno per un gratin al forno, ben disposte in una teglia, spolverizzate di pangrattato e illuminate da un filo d’olio?
Che cosa si può pretendere di più dalle smilze alici che si lasciano gustare addirittura crude, dopo essersi fatte marinare dal succo degli agrumi?
E, ancora, cosa dire di quelle che si lasciano friggere in padella uscendone con la coda in sù?
“risorsa in primavera, stagione in cui s’apre la loro grande pesca”
Oltretutto, sarde e alici, danno grande sviluppo all’industria conserviera facendosi mettere golosamente sott’olio e sotto sale. Così, avere di scorta in casa alcune delle loro “scatolette”, significa porre riparo a qualsiasi dimenticanza e neppure disperarsi per la comparsa di un ospite improvviso. Bastano, infatti, alcuni filetti d’acciuga sdraiati su fettine di pane, ammorbidite da altre di formaggio leggermente fuso, per fare una pietanza. E, insuperata, resta la delizia di un crostino “burro e alici”, magari seguito da un sorso di vino a bollicine.