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La Brinca, Campo di Ne GE

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VOTO MEDIO
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DI STEFANO CAFFARRI
stefano-caffarri
VOTO
7.7
La Brinca, Campo di Ne GE
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INFORMAZIONI
NOMI LA BRINCA
Chef FRANCA CIRCELLA
Indirizzo Via Campo di Ne, 58 - Ne in Valgraveglia
Telefono 0185.337480
Orari di apertura Cena; a pranzo aperto solo sabato, domenica e festivi
Giorno di chiusura Lunedì
Periodo di chiusura Variabile
E-Mail labrinca@labrinca.it
Sito http://www.labrinca.it
Piatto forte Gnocchetti di castagne al pesto; punta di vitello al forno
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Qualità e tradizione ligure unite a passione enologica


Per anni noi che abbiamo conosciuto solo le lavagne nere, quelle montate sui trespoli, abbiamo creduto che quelle lastre uscissero dalla terra così: larghe piatte e squadrate. Poi ci hanno detto che no, venivano estratte dalle miniere, e che erano una pietra che si chiamava ardesia. Ma siccome tutta questa pietra passava dalla città di Lavagna, ecco il nome lavagna.
Ovviamente tutto questo non è esatto: la città dell'ardesia ha preso il nome da lavania, che è il nome latino di quella pietra così unica da rompersi in scaglie, in lastre. E il territorio dell'entroterra di Lavagna è segnato dalle vie dell'ardesia, che dalle miniere più a monte veniva trasportata lungo gli impervi sentieri di lizza. Vite da incubo per i cavatori, ricchezze smisurate per i mercanti, per i Fieschi.
La Valgraveglia è giusto lì dietro, e Ne è uno dei punti nodali. Ne è un paese, oltre ad essere uno scherzo sintattico, che non sai come scriverlo: e Campo è una borgata di sette case e una chiesa appesa di costa in mezzo alle verzure. La Brinca è un'osteria quasi bicentenaria, che continua a mantenere una stretta aderenza con il territorio illuminandolo con una gestione fervida nell'organizzazione e arcigna nella ricerca di prodotti di primissima qualità.
Per la verità il locale t'accoglie senza esitazioni in ambienti spaziosi, molto frequentati ma sufficientemente ariosi da non imporre promiscuità. Il tocco è rustico, senza ombre finto-agricole a velarne la lucentezza. Un turbine di camerieri - scoprirai che è gente di casa - s'affaccenda con ritmi e modi alle soglie della perfezione, senza dimenticare una vocazione in fondo familiare.
Per iniziare una focaccia con la panna acida, poi viene l'Antipasto delle Campagna, un piattone d'assaggi senza flessioni, dal morbido castagnaccio al prebugiun (patate e cavolo). Un testarolo di pregevole fattura per soprammercato.
Superbo - letteralmente - il piatto di salumi locali, preferiti in stagionature senza paura, con quel mese in più: tra i migliori mai assaggiati (tali e tanti forse solo al Mulino di Castelnuovo Garfagnana, dall'inarrestabile Andrea).
Perfetti, pur nella linea della semplicità, i gnocchetti di castagne al pesto, prescinseua e verdure.
Più normali i ravioli d'erbette all'extravergine, cui l'olio dona una sfumatura di personalità. Pasta morbida e soda, lontana dalle cotture cartonate dove si scambia consistenza con urgenza. Qui il punto è cercato con cura, e il risultato è notevole.
La punta di vitello al forno - eco parmigiana - è cotta a legna e ne riporta l'aroma di fumo: ne deriva una complessità gustativa antica. Non evitata la caratteristica asciuttezza del taglio, non ostante il ricco corredo di condimento.
Alluvionale, apocalittica la Degustazione dei Formaggi: ricchissima in varietà, larga in quantità, rara in qualità, attorno a referenze sconosciute ai più o dimenticate, o addirittura ancora esclusive per la Brinca, proposte con marmellata di cipolle, mostarde, mieli e frutta fresca.
Esaltante il Tris di Sorbetti, tratti dalla banalità da un'istanza di sapori di grande comunicativa: Rose, Limone, Arancio.
Non male nemmeno il semifreddo alla menta con frutta fresca, molto estivo.
Una nota per la stupefacente cantina: completista per i vini locali, tutti descritti con icone esplicative del grado d'affezione di Sergio Circella, gran conoscitore ed appassionato. Prezzi ragionevolissimi, spesso irresistibili.
Spendi 40 europei, e guadagni un sacco di felicità.

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