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Emilia e Carlo, Milano

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VOTO MEDIO
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DI STEFANO CAFFARRI
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VOTO
7.1
Emilia e Carlo, Milano
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INFORMAZIONI
NOMI EMILIA E CARLO
Indirizzo Via Giuseppe Sacchi, 8 - Milano
Telefono 02 862100 - 02 875948
Orari di apertura Pranzo e cena
Giorno di chiusura Sabato a pranzo e domenica
Periodo di chiusura Variabile
Sito http://www.emiliaecarlo.it/
Piatto forte Calamaretti spillo; gamberi con carciofi, branzino.
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Cucina di pesce senza svolazzi, concreta e plausibile.


"Un ristorante". Ecco, questa è la definizione che più si attaglia al locale di via Giuseppe Sacchi, che in un'epoca di aggettivazione ossessiva trasforma l'articolo indeterminativo in una qualità. Un ristorante, in cui la normalità assume tratti nobili e quasi dimenticati: un maitre che ti segue passo passo, un sommelier che discute, suggerisce, incuriosisce con qualche giuoco d'assaggi, il tutto con la consumata teatralità del mestiere ma senza alcun accenno di prosopopea.

Fa piacere veder i piatti scorrere levigati, senza lustrini e pailletes, tanto che quei volti a botte - che sembrano giganteschi oblò rivestiti di perlinato - hanno sapore di cose passate ma non dimenticate.

La pappa al pomodoro con i crostini arriva come saluto della cucina, e prelude ad un piatto di gamberi rossi crudi, ottimi, adagiati su una accogliente pianura di carciofi crudi, perfettamente trattati, belli verdi e vivi. Tanto, ma perdonabile, il limone. I calamaretti spillo hanno conosciuto una breve ma intensa relazione con la piastra, e ne escono delicati, morbidi, appena toccati da una piccola, fragrante cristallizzazione. Il radicchio è solo un comprimario.

Le penne con le triglie sono forse il piatto meno lucido, avvilito da una salsa dai sapori un po' confusi, pur brillando di una cottura espressa e al punto. Buono e ben fatto il trancio di branzino - una referenza di attenta acquacoltura - che non subisce troppo una cottura profonda. Se vuoi l'appoggio di funghi e patate risulta un po' lascivo, ma nel complesso il piatto funziona.

Dolcezze: un operaissimo strudel - ma corretto - con un malizioso sorbetto alla mela verde; un tiramisù al bicchiere di sicurezza.

Un ristorante: che chiede un equanime cinquanteca per tre piatti ittici (a Milano), e per accedere ad una cantina vasta e punteggiata da "sorpresine" ghiotte anche per il ficcanaso enoico. Il servizio è carezzevole: un locale sottostimato.

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